Sono trascorsi vent’anni da quando Mark Zuckerberg, reduce da un appuntamento finito male, si chiude nella sua cameretta e apre il computer. Fissando lo schermo, tra il serio e il faceto, ha un’idea che cambierà il corso della storia: raccogliere le fotografie degli studenti di Harvard in un database che permetta a ciascuno di loro di ‘votare un’immagine tra quelle proposte, generando un’interazione tra gli utenti. Dopo aver hackerato il sistema interno dell’Università, rubando gli scatti e i dati dei suoi ‘colleghi’, mette in rete Facemash: nel giro di qualche ora – grazie alle migliaia di click – i server della facoltà vanno in tilt. Il buon Mark viene sospeso per sei mesi e accusato di violazione della privacy, ma il dado è tratto: il primo antenato di Facebook ha visto la luce. Poco più di un anno dopo, nel gennaio 2004, verrà registrato il dominio di quello che – nel tempo – diventerà il primo e più celebre social network del mondo. Da allora, il percorso è epocale: la piattaforma conquista gli States, poi sbarca in Europa e infine raggiunge i mercati finanziari.
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