Valerio Cutonilli frequenta da tanti anni le aule di tribunali come avvocato. Qual è lo stato di salute della giustizia in Italia?
Ritengo che lo stato di salute della giustizia sia lo stesso degli altri poteri dello Stato: uno stato non ottimale. Anche l’opinione pubblica oggi rivolge alla magistratura quelle valutazioni prevalentemente critiche, in passato limitate al potere esecutivo e a quello legislativo. Il prestigio conquistato all’epoca di Mani Pulite si è esaurito quasi del tutto. La vicenda Palamara e le controversie sul seguitissimo caso del delitto di Garlasco – per limitarci a due dei possibili esempi – hanno inciso in modo marcatamente negativo. Le nostre istituzioni scontano un gap di arretratezza sempre più evidente e il potere giudiziario non fa più eccezione.

