Già nel 1936, Lucien Febvre definiva il corporativismo un fatras, ovvero un guazzabuglio di idee, di difficile definizione storiografica. Per di più con una lunga storia: è nato infatti in ambienti cattolici che prendevano spunto dalla Rerum novarum per proporre una collaborazione tra componente datoriale e quella lavoratrice e superare il conflitto di classe, stella cometa della concezione meccanicistica e disarmonica del nuovo pensiero rosso. Almeno se vogliamo considerare solo la concezione corporativistica moderna, senza quindi risalire ai collegia romani.

