All’indomani del referendum sulla giustizia, a cui Fuoco ha dedicato il precedente numero, parlare di egemonia culturale è più che mai attuale. L’argomento è noto, ma spesso mal posto.
Antonio Gramsci individuava l’egemonia culturale come il predominio di una determinata classe sociale tramite la direzione intellettuale e morale, prima che con quella della forza.
In questo modo, per decenni, i ‘vincitori’ hanno imposto la loro egemonia, rilasciando patentini di ‘bene’ o di ‘male’ alle idee, ostracizzando dalla vita politica, culturale e dai contesti sociali chi esprimeva un’opinione differente.

