È vero: è primavera inoltrata, marzo è ormai passato. Però si sa, anche il tempo è fluido ormai. San Valentino dura una settimana, con Baci Perugina disseminati ovunque dalla Candelora. Halloween si prende almeno un mese – non fa in tempo a ricominciare la scuola che zucche e costumi da fantasmi spuntano dagli scaffali del supermercato – e l’Otto Marzo dura tutto l’anno. Proprio ‘Lottomarzo’ è ormai una sorta di brand, un marchio potentissimo. La giornata internazionale della donna. La data ormai è solo una convenzione. Serve solo a segnare il solito appuntamento, scontato come un Pandoro Balocco in Quaresima, con la manifestazione del collettivo femminista Non Una Di Meno. Quest’anno, si legge sul sito del gruppo, è stata organizzata: «una giornata di lotta e visibilità contro la violenza patriarcale, attraverso la forma dello sciopero globale produttivo e riproduttivo, con lo slogan “Se le nostre vite non valgono, noi scioperiamo”. Scioperiamo dal lavoro dentro e fuori casa per evidenziare il nesso tra il lavoro produttivo e quello riproduttivo […] la lotta alla violenza di genere è lotta per l’autonomia, per il salario minimo e per il reddito di autodeterminazione». Che noia, sempre il solito ritornello.
Autore
Raffaella Frullone
Raffaella Frullone
Classe 1981, bergamasca di nascita, milanese d'adozione, giornalista per vocazione. Allergica al politicamente corretto, al gender e ai suoi derivati, è pro life e pro family. Ha scritto "Presidenta anche no – resistere al fascino del neo femminismo"

