I processi mediatici sembrano essere una costante in Italia. Garlasco, Perugia, Yara, Unabomber…. Come si può garantire un giusto processo quando l’opinione pubblica è già stata influenzata dai media?
Io ritengo che i processi si debbano fare nelle aule di giustizia e non attraverso i mass media, che, fisiologicamente, influenzano il decorso del procedimento e rischiano anche di compromettere l’effettiva ricerca della verità. Il problema riguarda i protagonisti, riguarda prima di tutto i giudici, i pubblici ministeri, gli avvocati. Se tutti si mettessero sulla giusta strada, evidentemente, saremo molto più tranquilli. Poi occorre che i magistrati siano molto attenti nel fare bene quello che è il loro compito. Ci sono molti magistrati che lo fanno con assoluta attenzione, accortezza, dedizione e prudenza, ma c’è anche qualche magistrato che si mette, fin troppo rapidamente, in testa l’esito del procedimento e va alla ricerca solo delle prove che confermino l’esito che si era messo in testa in antecedenza. Questo è un errore madornale.

