Si scrive ‘transizione digitale’, si legge ‘stravolgimento epocale’. Tutto nasce dal dato e la sua gestione: sono ormai trascorsi 74 anni dal test dell’informatico Alan Turing, autore del primo esperimento di calcolabilità e computabilità delle macchine, e 66 anni dal percettrone dello psicologo Frank Rosenblatt, padre del primo modello di rete neurale artificiale. Da qui parte il presupposto dell’uso nascosto dell’odierna Intelligenza artificiale (IA): gli esseri umani sono incapaci di gestire la più grande banca dati di sempre, controllabile esclusivamente da applicazioni superintelligenti. L’algoritmo fa la differenza, la specie è il vero problema. Siamo imperfetti, ci dicono dall’alto delle teorie turbo-transumane. Prometeo 2.0 non teme Zeus, siamo all’apocalisse dei cyborg.
Autore
Maurizio Martucci
Maurizio Martucci
Giornalista, cura un blog su Il Fatto Quotidiano e una rubrica su La Casa del Sole Tv. Ideatore di Oasi Sana, ha scritto ‘Manuale di autodifesa per elettrosensibili’ (Terra Nuova, 2018) e ‘#Stop 5G’ (2021). È portavoce nazionale dell’Alleanza Italiana Stop 5G.
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