La Francia sta vedendo realizzarsi i suoi incubi peggiori, quelli che autori come Michel Houellebecq (autore di Sottomissione, 2015) e Laurent Obertone (Guerriglia, 2017) hanno messo per iscritto nella forma letteraria del romanzo distopico. Si sa: gli intellettuali europei faticano ad abbandonare l’orizzonte eternamente crepuscolare del nichilismo (dove scarsi e pallidi astri segnano le consuete rotte) e, nondimeno, proprio per questa loro condizione, distinguono con inusuale nitidezza i segni sfocati della senescenza di un’epoca, di un popolo, di una cultura. La décadence si annunzia con i toni sussurrati della poesia, per esalare, poi, nell’inedia di una (sub)umanità incapace finanche di concepire se stessa. Tra questi due momenti di culmine, una gradualità di manifestazioni si staglia in quel medesimo opaco orizzonte, andando dalla Sottomissione fino alla Guerriglia, cioè dall’immobilismo della rinuncia alla paralisi di chi assiste inebetito allo stupro della sua nazione.
Autore
Massimo Pacilio
Massimo Pacilio
Conferenziere, autore di articoli e di saggi pubblicati dalle 'Edizioni di Ar'. Le sue opere sono dedicate a R. Guénon, J. Evola e al fenomeno migratorio. Insegna Lingua e letteratura italiana e Storia nelle scuole secondarie.
Sovente ci si sofferma a considerare le difficoltà, oggi largamente sperimentabili da ognuno, presenti nella formazione e nella conservazione di una comunità. Ciò induce, come corollario a queste considerazioni, a interrogarsi su …
Alle generazioni attuali è dato il destino di assistere alla fine degli Stati nazionali. Entità globali ne hanno già preso il posto, ormai da qualche lustro. In Europa, questo processo si è …
Ha ancora un significato, oggi, l’abusata frase “La bellezza salverà il mondo” dell’Idiota di Dostoevskij? Forse sì. Perché in una umanità sempre più abbrutita e tribalizzata l’unico antidoto è la riscoperta del …

