Partiamo dal suo recente ‘Le tre età della fiamma’ per una riflessione più ampia sullo stato ‘di salute’ (o di un esame autoptico si tratta?) della cultura di destra.
Il problema è antico e irresolubile, almeno se lo si pone in questi termini. Perché risente dell’ambiguità dell’espressione ‘destra’. La bipartizione dello spazio politico secondo lo schema ‘sinistra/destra’ è stata adottata per semplificare l’orientamento degli elettori nell’epoca in cui si è iniziato a tenere elezioni democratiche. È un espediente che deforma i contorni dei soggetti politici inclusi in una delle due categorie e serve a rendere possibili, e giustificare, compromessi e alleanze fra di essi. In campo culturale, è una scorciatoia che tutt’al più, in un’epoca come quella attuale, è utile a stilare elenchi di autori e pensieri ‘buoni’ e ‘cattivi’, cioè egemoni e subalterni. Utilizzando questi criteri, di destre se ne possono individuare molte ed eterogenee, senza poterle raccordare a una visione del mondo unitaria. Anche la proposta discriminante di Bobbio – di qui la propensione all’eguaglianza, di là la valorizzazione delle diseguaglianze – è incapace di cogliere questa varietà.
Autore
Marco Tarchi
Marco Tarchi
Professore emerito dell’Università di Firenze, dove tuttora insegna. È stato dirigente nazionale del Msi e poi fra gli animatori della Nuova Destra. Dirige il mensile "Diorama" e il quadrimestrale "Trasgressioni."

