Negli ultimi anni stiamo assistendo a una vera e propria tirannia delle emergenze: seguendo lo schema del ‘capitalismo dei disastri’, si strumentalizzano le crisi – dal terrorismo, al Covid, dal conflitto russo-ucraino al cambiamento climatico – per apportare cambiamenti nella società e imporre misure liberticide.
È la politica dell’emergenza, al giorno d’oggi, a definire il ‘nuovo normale’. Ormai per la maggior parte delle persone la pandemia sembra un ricordo lontano, eppure, secondo le grandi sovrastrutture internazionali la nostra è non solo l’era delle pandemie, ma anche quella dell’emergenza climatica e alimentare e, persino, di quella idrica. Uno stato di emergenza permanente che agevola chi muove le leve economiche, sociali e culturali.

