Ormai già da qualche anno chiunque gettasse uno sguardo oltreoceano per seguire le vicende dell’ideologia Woke – pensata e cresciuta nell’alveo della sinistra progressista anglosassone – non poteva non notare come questa avesse travolto rapidamente la cosiddetta ‘anglosfera’, diventando una delle maggiori cause dei grandi conflitti che percorrono la società statunitense ai livelli più disparati. Conflitti alimentati principalmente da attivisti e militanti afferenti alle diverse anime della sinistra americana, da quelle più radical a quelle più glamour, ma tutte orientate a colpire uno specifico segmento della società, quello degli uomini bianchi eterosessuali di origine europea. Come l’esperienza insegna, la quasi totalità dei movimenti e delle tendenze sociali che nascono all’ombra della bandiera a stelle e strisce è destinata a raggiungere i Paesi europei, per trovare il modo di attecchirvi più o meno fedelmente rispetto alla versione originale. Ed è proprio in previsione dell’inevitabile arrivo anche in Italia di questa nuova onda ideologica – di cui il già diffuso dilagare di politicamente corretto e cancel culture hanno rappresentato un concreto presagio – che è sempre più pressante indagare le origini e lo sviluppo del wokeism, cercando anche di individuare la portata politica e sociale delle idee che lo informano.
Autore
Francesco Erario
Francesco Erario
Appassionato di mass media, social media e di politica, effettua ricerche e studi sulle interazioni tra queste dimensioni e sugli effetti che producono sulla società e sui nuovi fenomeni culturali e subculturali, principalmente italiani ed occidentali.

