La postmodernità si presenta come l’epoca della libertà assoluta: libertà di scegliere, di consumare, di desiderare, di reinventarsi continuamente. Eppure, mai come oggi l’uomo appare intrappolato in una rete invisibile di dipendenze. Droghe, alcool, pornografia, gioco d’azzardo, psicofarmaci, shopping compulsivo, dipendenza affettiva, social network, tecnologia digitale: comportamenti sempre più diffusi che non possono più essere interpretati soltanto come fragilità individuali o deviazioni patologiche.
Essi rappresentano piuttosto il sintomo strutturale di una società fondata sulla produzione incessante di desideri artificiali e sulla trasformazione dell’essere umano in consumatore permanente.

