Quando Vasco da Gama navigò direttamente fino in India doppiando il Capo di Buona Speranza nel 1497, in Europa si ebbe la certezza che l’Africa costituisce un’appendice peninsulare del continente eurasiatico. Tra l’Europa e l’Africa esistono infatti quegli stretti rapporti di collegamento e di vicinato che un grande geografo ed etnologo italiano, Renato Biasutti, descrive nei termini seguenti: «Anzitutto la continuità territoriale è limitata ad una striscia di 160 chilometri, da nord a sud, e quasi altrettanto nella sua massima larghezza. Su uno spazio molto maggiore le terre europee e asiatiche si accostano più o meno alle coste africane, la larghezza del Mediterraneo essendo ridotta a 14 chilometri nello stretto di Gibilterra e a 140 chilometri nel mare siciliano, mentre nel Mar Rosso la larghezza media di 200 chilometri è ridotta a 37 nel Bab el-Mandeb, la porta che, fra le coste dell’Eritrea e quelle dell’Arabia, immette nell’Oceano Indiano».
Autore
Claudio Mutti
Claudio Mutti
Antichista di formazione, già docente e ricercatore universitario, nonché insegnante di latino e greco nei licei. Saggista in diverse lingue e fondatore delle Edizioni all'insegna del Veltro, dirige 'Eurasia'.
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