Una carriera, quella di Alessio Tacchinardi, iniziata negli anni ‘90. Sono trascorsi poco più di tre decenni ma sembra cambiato molto… a partire dai calciatori. Quanto e come sono cambiati?
Tantissimo e non direi in positivo. Ieri il calciatore metteva in prima linea la passione, l’ambizione, l’agonismo, la voglia, l’attaccamento alla maglia. Oggi è cambiato tutto: in un anno puoi cambiare tre squadre, prima tre squadre ne cambiavi in 15 anni di carriera. Se il calcio è un business, il calciatore è finito per diventare un’azienda. E questo lo porta a non pensare solo al campo. C’è tanto ‘altro’ e questo tanto ‘altro’, secondo me, fa perdere quello che avevamo noi e che ci ha portato in alto, ovvero la voglia di mordere, di essere ‘belli tosti’.

