In un mondo così torbido, da tinte oscure e riflessi invertiti, che significato assume un giornale che si chiama ‘Candido’?
Riferendosi al Candido di Voltaire – cui il fondatore Guareschi si ispirò per il nome alla testata -, Flaubert parlava di quel tipico «digrignar di denti» che fa da sfondo alla satira. Ebbene, il senso del Candido è tutto lì: in quel digrignar di denti. Ossia, sta nella necessità urgente, quasi fisica, di reagire alle prevaricazioni del potere dominante, ma più in generale alle disgrazie connesse alla miseria umana, attraverso un moto che si colloca a metà fra il sarcasmo feroce e la denuncia amara. Ridere per non piangere, insomma, di fronte ai mali del tempo che oggi sembrano talmente gravi da mettere a dura prova la tenuta della nostra civiltà in toto. La formula, dunque, è quella di sempre: mescolare tragedia e commedia per non abbandonarsi al nichilismo puro. Coltivando la speranza di un riscatto dei giusti e del buon senso comune. Del resto, anche il Candido di Voltaire e i suoi amici – dopo aver attraversato tragedie e cataclismi di ogni tipo, sullo sfondo della guerra tra prussiani e francesi – sono gli unici che alla fine sopravvivono. Certo, loro non avevano dovuto fare i conti con il ‘politicamente corretto’ e i dogmi del gender e della cancel culture, ma con un po’ di fortuna, forse, possiamo farcela anche noi.
Autore
Alessio Di Mauro
Alessio Di Mauro
Vignettista e giornalista, ha lavorato per testate come ‘Il Corriere della Sera’, ‘Libero’ e Il Borghese’. Dal 2014 dirige il nuovo ‘Candido’.
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