“Adolescenza: manuale di liberazione per giovani inquieti”. Intervista all’autore Giuseppe Lorenzetti

da Giuseppe Lorenzetti

Che cosa significa essere adolescenti in un’epoca segnata da relativismo, tecnologia e smarrimento educativo? A partire dal suo libro Adolescenza. Manuale di liberazione per giovani inquieti, abbiamo incontrato Giuseppe Lorenzetti per riflettere sulle grandi sfide che attraversano il mondo giovanile e sul ruolo che famiglia, scuola e fede possono ancora avere nell’educare alla libertร .

Il suo libro si propone come strumento per guidare il lettore verso un percorso di risalita, di salvezza da quella โ€œpalude di banalitร  e menzogneโ€ in cui la modernitร  lo ha trascinato e in cui vorrebbe vederlo sguazzare fino alla fine dei suoi giorni.ย  La prima parte di questo percorso deve necessariamente essere, come lei stesso la definisce, โ€œuna pars destruensโ€, in cui lโ€™obiettivo รจ riconoscere e distruggere quegli idoli, quelle catene che tengono imbrigliati i giovani dโ€™oggi. In che termini, come lei ampiamente approfondisce nel libro, รจ possibile individuare nellโ€™Illuminismo lโ€™origine di molti dei mali che affliggono i giovani di oggi?

    Se non identifichiamo le catene invisibili che ci imbrigliano, non puรฒ esserci alcuna liberazione, ma solo un passaggio da una prigione allโ€™altra. Cosรฌ tante apparenti rivoluzioni ci hanno promesso โ€œlibertร โ€ e โ€œindipendenzaโ€ e ci hanno reso in realtร  sempre piรน deboli e incapaci di affrontare la vita, con le sue sfide e le sue fatiche. Le catene piรน efficaci oggi sono quelle mentali. Il controllo avviene attraverso la manipolazione del pensiero, in particolare quello delle nuove generazioni naturalmente. Ci รจ stata inculcata lโ€™idea che la felicitร  coincida con il piacere e siamo stati lentamente trasformati in una massa di dipendenti da dopamina. Nel periodo dellโ€™illuminismo si trova la radice ideologica di questo processo, perchรฉ sostituendo la tecnica a Dio siamo stati convinti del fatto che la salvezza non risieda nella relazione bensรฌ in uno strumento. Cosรฌ ci siamo circondanti di comfort e di macchine che potessero fare tutto al posto nostro, ma nel frattempo siamo diventati sempre piรน soli e piรน impauriti, e quindi manipolabili.

    Nel libro emerge una visione netta, forte dei concetti di bene e male. Come si puรฒ trasmettere questo ai nostri giovani, cresciuti in una societร  e cultura che costantemente li invitano a diffidare delle veritร  assolute? Come si puรฒ iniziare ad abbattere il relativismo, diventato ormai un pilastro della nostra realtร  nonchรฉ strumento estremamente efficace per indebolire lโ€™uomo e conseguentemente manipolarne le scelte?

    Il relativismo รจ una trappola perfetta. Mentre noi ci vantiamo di essere civili e inclusivi, ipnotizzati dalla cultura del politicamente corretto, qualcun altro prende le decisioni al posto nostro e cosรฌ ci ritroviamo in un mondo costellato di guerre, in una societร  sempre piรน in crisi e sempre piรน affetta da diseguaglianze e dilaniata dalla corruzione, con la pretesa di essere โ€œbuoniโ€. Ci hanno reso incapaci di affrontare e gestire i conflitti e questa รจ la porta dโ€™accesso per la violenza, perchรฉ senza lโ€™esercizio allโ€™espressione e al confronto con un punto di vista diverso dal nostro, sfociamo inevitabilmente nellโ€™ideologia e nel disperato tentativo di difenderla. Oggi la veritร  รจ sempre piรน inaccessibile attraverso la mente, oppressa dallโ€™iperconnessione. รˆ quindi necessario ricominciare dallโ€™ascolto di sรฉ e in particolare del proprio corpo, per ritrovare dei valori.

    รˆ interessante il passaggio in cui definisce lo svincolamento del concetto di progresso da quello di etica una โ€œottima trovata commercialeโ€, che ha portato lโ€™uomo ad anestetizzare progressivamente la propria facoltร  critica, rendendosi cosรฌ facile preda delle seduzioni del mercato, il quale ha facile gioco su di lui e sui suoi piรน bassi istinti. Si ricercano comoditร  e sicurezza โ€œtutto e subitoโ€ e tutto ciรฒ che รจ tecnicamente possibile viene considerato anche lecito. In questo scenario, comโ€™รจ possibile rieducare i giovani alla fatica, allโ€™attesa e al limite, come forme non di privazione o punizione ma come strumenti di liberazione ed elevazione?

      I giovani hanno bisogno di esempi e a volte un solo buon maestro รจ in grado di bilanciare gli effetti negativi di tanti cattivi maestri. La cosiddetta intelligenza artificiale รจ il simbolo del cattivo maestro dei nostri tempi. Uno strumento tecnologico che ci offre di sostituirsi a noi nellโ€™esercizio della fatica e del pensiero, nonchรฉ una sorta di ansiolitico capace di proteggerci dalle nostre insicurezze e di placare subito ogni dubbio e ogni curiositร , progettato perรฒ per compiacere e gratificare lโ€™interlocutore. I giovani si rifugiano nella tecnologia cosรฌ come nelle altre offerte di fuga che la societร  gli offre, perchรฉ credono di non avere alcun valore. Non si sentono degni di diventare grandi. Eppure in cuor loro si rendono conto di essere ingannati. Per affrontare la fatica, per confrontarsi con il limite serve uno sguardo che li sostenga con fiducia, aperto al futuro. E invece spesso siamo proprio noi adulti che li contagiamo con la nostra ansia e la nostra paura.

      Leggere queste pagine induce a riflettere anche sul mondo in cui i nostri figli sono costretti oggi a vivere. รˆ stato consegnato loro un mondo di indolenza, falsi idoli e squallore; sono stati rinchiusi e alienati nella realtร  virtuale; รจ stato loro fatto credere che possono decidere chi o cosa essere quando vogliono e come vogliono, distorcendo la realtร  a piacimento per evitare di conoscersi realmente. Il raggiungimento di tali โ€˜risultatiโ€™ รจ stato accelerato anche dalle โ€˜misureโ€™ adottate durante il periodo del Covid-19: vaccini, DAD e le imposizioni varie che effetti hanno avuto sulla psiche dellโ€™attuale generazione di giovani? I danni sono reparabili? Cosa possiamo aspettarci?

        Il periodo del Covid-19 รจ stato proprio un acceleratore di numerose derive che affliggono la nostra societร  e in particolare ha alimentato la paura dellโ€™altro, la paura dellโ€™incontro che รจ la prova principe dellโ€™adolescente, che passa dallโ€™infanzia, in cui รจ chiuso in una visione egoriferita della vita e in una dimensione simbiotica dei rapporti, alla maturitร  dello stare di fronte allo sguardo dellโ€™altro e di trasformare la paura di quella differenza incolmabile attraverso lโ€™amore. I danni di quegli anni continuano a presentare il conto; la vendita di psicofarmaci รจ alle stelle, lโ€™aumento delle dipendenze e delle sintomatologie ansiose e depressive non รจ rientrato ai livelli โ€œprepandemiaโ€. Eppure a volte le brusche accelerate hanno anche lโ€™effetto di farci aprire gli occhi e nonostante le difficoltร , sempre piรน persone stanno maturando la consapevolezza che la nostra societร  abbia perso la rotta e sia necessario un cambiamento di paradigma.

        Nel libro sottolinea lโ€™importanza della fede come una โ€œattitudine di vitaโ€, come โ€œarmaโ€ capace di tenerci vigili contro il male e lโ€™ipocrisia della nostra societร  e di farci affrontare con sguardo sicuro e fiducioso il futuro. A tal fine, per i ragazzi avere degli esempi da seguire รจ fondamentale. A tal proposito, come gioca la scuola contemporanea? รˆ ancora in grado di proporre quegli insegnamenti che hanno superato le intemperie del tempo, capaci di ed educare e dare forma alla coscienza e al pensiero dei giovani per prepararli ad essere uomini e donne del domani?

          Gesรน nel Vangelo viene ad accendere la fede nel cuore degli uomini, che liberati dalla paura della morte ritrovano la forza di vivere ad occhi aperti. Questo potere personale, che nasce dal nostro sentirci figli e dal senso di responsabilitร  nei confronti della vita, รจ ciรฒ che i tiranni di tutti i tempi (anche quelli โ€œtravestiti da agnelliโ€) hanno sempre dovuto trovare il modo di tenere a bada e di contrastare attraverso diverse sfumature del divide et impera. Lo spazio di incontro con noi stessi e lโ€™apertura al senso del mistero vanno quindi annullati. La scuola oggi tende purtroppo ad inseguire lโ€™attualitร , ad istruire a nozioni โ€œpraticheโ€ e omologanti, trascurando appunto lo spazio necessario affinchรฉ il pensiero, il dubbio, lโ€™intuizione e la consapevolezza si possano formareโ€ฆ

          Ancora, nel libro รจ evidenziato un cruciale quanto interessante paradosso tutto contemporaneo: nonostante oggi si cerchi di inculcare ai ragazzi i nuovi valori fondanti della narrazione progressista, lโ€™inclusivitร , le pari opportunitร  e il rispetto di ogni differenza, assistiamo a un aumento dei casi di violenza esplosiva e gratuita tra gli adolescenti. Potrebbe dirci qualcosa in piรน?

          La violenza รจ un linguaggio. Laddove io non ho le parole, non sono in grado di comunicare le mie emozioni, la violenza puรฒ essere letta anche come un tentativo inconscio e disperato di esprimere la propria angoscia e il proprio disagio, di ritrovare un contatto con la realtร  attraverso il dolore, mio e dellโ€™altro. รˆ inutile parlare di inclusivitร  se non ho sviluppato la comunicazione, la comprensione della realtร , se non ho educato allโ€™ascolto, alla capacitร  di sopportare la frustrazione e a un rapporto con la propria interioritร โ€ฆ I ragazzi hanno bisogno prima di tutto di ritrovare un contatto con la realtร  e di costruire dei valori a partire dallโ€™esperienza.

          Il senso di vuoto percepito dallโ€™adolescente viene da lei definito come un segnale prezioso, la testimonianza del fatto che, dentro di loro, ci sia qualcosa di inconscio e vivo, alla ricerca di qualcosa, una porta verso il cambiamento. Come si puรฒ allora cogliere questa opportunitร  concretamente e accendere la scintilla che possa spingere un giovane ad interrogarsi, ad aprire gli occhi e compiere il primo passo verso un percorso di consapevolezza e liberazione interiore?

          Se davvero noi potessimo vivere come delle macchine, come alcuni sostengono, non ci sarebbe questa espressione di disagio. Lโ€™angoscia dei giovani รจ la prova che non riescono ad accontentarsi di un mondo totalmente ripiegato sul materialismo. Cercano dellโ€™altro. Senza saperlo, cercano la Veritร . Dobbiamo semplicemente aiutarli a proteggerli dalla distrazione continua e iniziare di nuovo a cercare insieme a loro, a partire da noi stessi e dal nostro sentire.

          Se, dopo aver letto il libro, un ragazzo le chiedesse quale possa essere il primo passo da effettuare per compiere concretamente questo cammino di risalita, cosa gli consiglierebbe?

          Non gli consiglierei nulla. Cโ€™รจ giร  tutto un mondo che cerca di condizionarlo, dicendogli in modo piรน o meno diretto quello che deve fare per sentirsi accettato. Gli farei semplicemente sentire che ho fiducia in lui e gli direi che nel silenzio e nella calma la vita ci suggerisce i passi da compiere.

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