La fabbrica del consenso nell’era degli influencer politici

da Laura Ruggeri

La politica nell’era dei social media è un gigantesco teatrino digitale con influencer, veri e propri mercenari virtuali, al servizio di due fazioni rivali dell’oligarchia transnazionale. Da un lato, i miliardari progressisti finanziano eserciti di attivisti digitali — qui un esempio del lavoro sulla Gen Z https://genzforchangeinitiative.org/our-work. Dall’altro, i loro omologhi conservatori che sostengono Trump finanziano le loro truppe di influencer per avanzare posizioni opposte e darsi battaglia in un gioco di specchi.

La Turning Point USA di Charlie Kirk, ucciso in un attentato, ad esempio, aveva incassato $85 mil di entrate nel 2024, con finanziamenti consistenti da parte di miliardari come la Bradley Foundation (quasi 8 mil) e il magnate delle spedizioni Richard Uihlein (oltre 500.000 ) Le masse si sfogano, litigano su TikTok, FB, X ecc, e alla fine lo status quo rimane intatto. Che a vincere le elezioni siano i progressisti o i conservatori, i padroni del gioco sono sempre gli stessi.

Tratto dal canale Telegram di Laura Ruggeri (@LauraRuHK)

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