Nei momenti drammatici che oggi stiamo vivendo, la guerra è all’ordine del giorno. Certi argomenti, come quello della finanza e dell’economia, possono apparire diventare secondari in confronto ai terribili eventi che monopolizzano la narrazione: mobilitazione, produzione armamenti, ottimizzazione delle alleanze militari e politiche, assicurazione delle risorse.
Ma è un errore di prospettiva, anche abbastanza grave, perché proprio nell’ambito delle questioni finanziarie ed economiche si cela gran parte della sostanza, del casus belli che ci ha portato al conflitto globale dei nostri tempi: appunto di questa ‘quarta guerra mondiale’, e non ‘terza’, perché la terza guerra mondiale, in parte ‘fredda’ e in parte ‘calda’ (Corea, Vietnam, Cambogia, ‘guerra dei 6 giorni’, Afghanistan), si è combattuta tra il 1946 (‘cortina di ferro’) e il 1989/91 (caduta del muro di Berlino e caduta dell’URSS) e ha visto la vittoria delle liberal-democrazie a capitalismo assoluto occidentale sul comunismo sovietico. Ma andiamo per ordine.

Come ho spiegato nel mio studio La grande finanza e l’Occidente (‘Arya’, Genova, 2022) solo alla fine di una lunga guerra, spesso sconosciuta, la grande finanza ha potuto conquistare il potere assoluto nell’Occidente. Questa vittoria si è consumata definitivamente proprio negli anni 1989-91, con la sconfitta del comunismo internazionale, con l’occupazione della Russia di Eltsin e dell’Europa dell’est e con l’ibridazione capitalista della stessa Cina comunista, che rimase tale solamente sul piano politico (dove rimaneva il Partito unico comunista), mentre nell’economia il settore privato si affiancò a quello pubblico.
Ma l’Occidente era stato anche altro: lo stato nazionale, il fascismo, il socialismo e il comunismo, il nazionalsocialismo, la stessa liberal-democrazia e la social-democrazia, per non parlare della Chiesa Cattolica, di quella Ortodossa e di tanto altro ancora. La grande finanza, che nell’Ottocento più che altro lavorava di concerto con l’imperialismo britannico ma che faceva ottimi affari anche con le potenze europee, conquista il potere negli USA con la creazione della Federal Reserve nel 1913, dove i Rockefeller, i Morgan e i Rothschild acquisiscono il controllo del dollaro, come a metà del Settecento quasi gli stessi avevano già acquisito il controllo della sterlina (…)
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