Il tema della droga continua a essere sottovalutato nel dibattito pubblico. Eppure, gli indicatori disponibili raccontano un fenomeno grave, persistente e in trasformazione. Da un lato la promessa di un ‘mercato regolato’ capace di ridurre la criminalità e produrre gettito, dall’altro l’allarme sanitario e sociale legato agli effetti della sostanza e alla normalizzazione del consumo. In realtà, la questione è più ampia: riguarda la tutela della salute pubblica, la sicurezza, l’educazione, i modelli culturali.
Negli anni sono stati numerosi i tentativi di proposte di legge sul tema e recentemente, nel 2022, la discussione si è spostata anche sul terreno referendario. La Corte costituzionale ha dichiarato però inammissibile il quesito, perché lo strumento proposto era tecnicamente incoerente e rischiava effetti non dichiarati: eliminare il riferimento alla ‘coltivazione’ dalla norma penale avrebbe potuto incidere non soltanto sulla cannabis, ma anche su piante da cui si ricavano sostanze pesanti come oppio e coca.
Non si è trattato di una posizione isolata o di una svista dei sostenitori del quesito referendario, tutt’altro. Roberto Saviano, ad esempio, sollecita la legalizzazione anche della cocaina, parte dall’assunto che la legalizzazione sia uno strumento per indebolire le mafie. In realtà, la legalizzazione non elimina il mercato nero, lo ridisegna. Se lo Stato consentisse la vendita entro parametri rigidi, tutto ciò che ne esce resterebbe illegale. Le organizzazioni criminali si sposterebbero quindi su quel segmento: minorenni, altre sostanze, prezzi più bassi perché privi di tassazione.

In questa prospettiva quindi, la legalizzazione della cannabis rappresenta per alcuni non un punto di arrivo, ma un passaggio intermedio che apra la strada a quella di sostanze più pesanti.
I rapporti annuali sulle tossicodipendenze in Italia registrano numeri sempre più alti di tossicodipendenti in cura, e la media dell’età si abbassa ogni anno. Anche i dati sui sequestri restituiscono la misura di un mercato che non conosce crisi. Nel resto d’Europa, la ‘piazza’ dello spaccio e delle rotte si muove, si frammenta e si riorganizza: i flussi cambiano, le reti criminali si specializzano, e il mercato continua a nutrirsi della domanda.
Il tema della dipendenza e della gateway drug (‘droga di passaggio’ o ‘droga ponte’) va trattato senza slogan. Non tutti i consumatori passano a sostanze più pesanti, ma è noto che una quota importante di persone dipendenti riferisce un inizio da sostanze più ‘maneggevoli’. La chiave non è solo la sostanza, ma l’incontro tra sostanza e vulnerabilità(…)
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