Destrah e sinistrah. Due facce, stesso globalismo

da Diego Fusaro

Dopo il tornante epochemachend del 1989, destra e sinistra sono venute formando il Partito Unico fintamente articolato del Capitale, dell’apologia dello status quo e di quel reale diagramma dei rapporti di forza che esclude il protagonismo delle masse nazionali-popolari, agendo sempre più palesemente in direzione contraria rispetto ai loro interessi fondamentali.

Nel quadro della reductio ad unum della globalizzazione (rectius, della ‘glebalizzazione’), la diade di destra e sinistra appare oggettivamente ‘superata’ (aufgehoben) in senso hegeliano: infatti, le due parti, precedentemente opposte e in lotta per programmi e visioni del mondo, sono state ‘sussunte’ sotto il capitale, del quale divengono a egual titolo espressione. Proprio in quanto assoluto e totalitario, le nouvel esprit du capitalisme riassorbe e neutralizza sia la destra, sia la sinistra, occupando la totalità dello spazio politico e dell’immaginario socio-economico: le riduce a variabili dipendenti del medesimo sistema della produzione, a semplici figure – apparentemente opposte e realmente coincidenti – della continuazione dell’economia del free market con altri mezzi.

Banner Fuoco 21 Radical shit

La destra si scioglie integralmente nel liberismo, che distrugge i valori tradizionali a cui essa seguita ipocritamente a definirsi fedele. La sinistra, per parte sua, non contesta il liberismo, proponendosi semplicemente di traslarlo dall’economia anche alla sfera dei costumi e dei valori, acciocché la deregulation non sia solo economica ma anche antropologica (free market and free desire). Alla destra basta il capitalismo di colore grigio; la sinistra lo vuole in tinta arcobaleno.

In tal guisa, il liberismo economico della destra e quello culturale della sinistra si fondono tra loro: con una perfetta divisione del lavoro, marciano divisi e colpiscono uniti tutto ciò che, in un modo o nell’altro, ancora possa opporre resistente alla mercificazione integrale del reale e del simbolico. Così intese, la neo-destra e la neo-sinistra (che potremmo anche definire ‘destrash’ e ‘sinistrash’) e la fiction mediatica della loro contrapposizione lasciano apparire il profilo della globalizzazione neoliberale accostabile a un’aquila dalla doppia apertura alare, perché contraddistinta da un’ala destra del danaro e da un’ala sinistra del costume.

Destrash e sinistrash divengono, così, in un’inconfessabile coincidentia oppositorum, le due parti organiche al medesimo sistema planetario del tecnocapitalismo a base imperialistica: il quale si riproduce economicamente a destra (Reaganomics, liberalizzazioni e privatizzazioni), politicamente al centro (la perenne alternanza tra centro-destra e centro-sinistra) e culturalmente a sinistra (la decostruzione di ogni figura del limite e del tabù, della legge e del Padre).

VUOI CONTINUARE A LEGGERE QUESTO ARTICOLO?
ACQUISTA O ABBONATI ALLA RIVISTA:

Ti potrebbe piacere anche

Lascia un Commento