Grande successo per la prima edizione di Scripta Manent. Libri e idee contro il pensiero unico, andata in scena nel fine settimana del 28 e 29 marzo a Roma. Un esordio capace di richiamare pubblico da diverse parti d’Italia e di animare per due giorni un intenso dibattito, con l’obiettivo di costruire una alternativa all’egemonia culturale.
Tra i momenti più partecipati, l’intervento di Marco Rizzo, intervistato da Miriam Gualandi, di cui riportiamo un estratto.
Gualandi: Marco Rizzo, qual è oggi il vero nemico della libertà di espressione?
Rizzo: Il tema, più in generale, è la capacità pervasiva di questo modello di sistema. Un modello ha completamente inglobato quella che un tempo era la sinistra: l’ha destrutturata dall’interno. E le fortezze, si sa, si conquistano proprio dall’interno.
Se guardiamo all’Italia di quando avevo 16 anni, nel 1977 — l’anno del punk (e rivendico di aver cenato con i Clash a Milano!) — vediamo nascere un’operazione che considero, a tutti gli effetti, un’operazione di intelligence: la testata Repubblica. Un’operazione senza le pistole e gli effetti speciali da 007, ma molto più sottile. È entrata con forza nella cultura della sinistra e, sparito il Partito Comunista, ne resta l’unico giornale.

Oggi Repubblica ha probabilmente esaurito la sua funzione: verrà venduta, forse chiusa. Ma il suo percorso lo ha compiuto. Nel frattempo, la sinistra si è nutrita di globalismo, che è qualcosa di molto diverso dall’internazionalismo, che predicava: «patria o muerte». Una vera e propria eterogenesi dei fini.
Nel mio quartiere popolare, a Torino c’era la sede del Partito Comunista di tutta la provincia, un grande palazzo. Oggi, in quel palazzo, c’è una banca: Unicredit. È successo lo stesso alla storica sede di Via delle Botteghe Oscure. Sono paradigmi visibili. Li vedi, non serve interpretarli.
La nostra sinistra era Berlinguer davanti ai cancelli della FIAT nel 1980. Oggi la sinistra è Elly Schlein che sculetta sul carro del Pride. E no, quella non è sinistra. Non perché i diritti civili non contino. Ma pensare che quei diritti possano sostituire quelli sociali significa decretare la fine della sinistra.
Gualandi: Di fronte a questo sistema, servirebbe un giornalismo davvero libero.
Rizzo: Ma non lo è. Ci sono tanti giornalisti che ripetono le stesse veline, usano gli stessi aggettivi, dicono le stesse cose. Gente che si alzava ad applaudire Mario Draghi prima ancora che iniziasse a parlare. Ma attenzione: questi qua sarebbero con noi se vincessimo! È la dignità a mancare.
Ma è anche la classe politica a essere scaduta (…)
VUOI CONTINUARE A LEGGERE QUESTO ARTICOLO?
ACQUISTA O ABBONATI ALLA RIVISTA:
- Prodotto in offerta
Abbonamento annuale – “Scintilla” (cartaceo) n.21-24Il prezzo originale era: €26.00.€20.00Il prezzo attuale è: €20.00. -
FUOCO #21 – aprile/maggio/giugno 2026 (cartaceo)€6.50 -
FUOCO #21 – aprile/maggio/giugno 2026 (digitale)€6.50

