Epstein Files: il volto della bestia

da Gianluca Marletta

Questo drammatico 2026 appena iniziato ha già visto tali e tanti eventi e sconvolgimenti sul piano globale da far intendere a chiunque di essere arrivati ad uno ‘snodo’ fondamentale della storia recente.

Ne avevamo parlato già in precedenza dalle pagine di questa rivista: i tempi che stiamo vivendo sono fatali ed è illusorio e pericoloso cullarsi nelle illusioni della ‘vita quotidiana’ o nei miraggi del ‘roseo futuro’.

Quando il mondo intero va verso un reset – e qui parliamo ancora e solo di una prospettiva ‘mondana’, senza fare riferimento per forza a ‘dati tradizionali’ ed escatologici – credere di poter salvaguardare il proprio ‘cantuccio’ è impossibile: perché il mondo moderno è talmente complesso e gli ingranaggi della sua macchina così interconnessi da rendere realisticamente impossibile ‘uscire dai giochi’ o credere che l’esistenza individuale nostra o di chiunque altro possa non risentire degli effetti del cambiamento in atto.

Negli ultimi mesi, in mezzi a tanti altri segni, indizi, avvisaglie, sommovimenti e passaggi, tre eventi hanno comprensibilmente monopolizzato la cronaca globale: la parziale (molto!) pubblicazione dei terribili Epstein’s Files, l’attacco al Venezuela da parte degli Stati Uniti e naturalmente la grande guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran al momento ancora in corso.

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Epstein: perché l’orrore ci viene sbattuto in faccia?

La pubblicazione (parziale) dei file di Epstein è stata forse, almeno finora, la novità che più ha colpito l’opinione pubblica: una tale cascata di orrore allo stato puro, violenza e torture su minori, pratiche letteralmente innominabili su neonati, sentori – non dichiarati ma piuttosto evidenti – di stregoneria, deliri transumani – il miliardario pedofilo aveva anche finanziato progetti finalizzati alla clonazione umana e al ‘ringiovanimento’ del DNA – da delineare uno scenario simile al peggior film splatter o alle vicende paranoiche di un ‘cattivo’ della Marvel.

Per molte ‘anime belle’ è stato un brusco risveglio. Per altri – una minoranza – la conferma della natura realmente abissale e sinistra delle ‘élite’ che comandano il nostro mondo.

Eppure, al di là di una qualche indignazione di facciata, anche l’orrore dei Files non ha smosso granché una massa umana che sembra ormai incapace di qualsivoglia reazione che non siano i post su Instagram o l’impotente constatazione del male presente.Qualcuno ha sarcasticamente commentato che, se la metà degli orrori descritti nei Files fossero stati compiuti su cagnolini invece che su bambini, l’indignazione popolare avrebbe invaso le piazze: ma, al di là dell’amara battuta, il fondo di verità che emerge è quello dell’ormai totale insignificanza della cosiddetta ‘opinione pubblica’ (…)

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