Il concetto di giustizia è legato a doppio filo a quello di verità. La giustizia è infatti la realizzazione della verità, perché ciò che è vero è anche giusto e cercare una giustizia ‘assoluta’ significa presupporre una verità assoluta.
E già qui qualcuno corrugherà la fronte, perché la ‘verità assoluta’ è un concetto che confligge con le stesse basi della democrazia, sistema in cui tutto è relativo per necessità e, dunque, ciò che è giusto cambia, si ribalta e si contraddice con il solo volere della maggioranza.
In un sistema di questo tipo, infatti, ogni regola incontra eccezioni che assomigliano a vie di fuga dalle responsabilità: da un accordo si può sempre recedere; il concepimento di una nuova vita si può ‘rimuovere’ con l’aborto; rispetto al matrimonio non basta più il divorzio ma si fanno strada patti per accordarsi in anticipo nel caso in cui le cose non vadano come desiderato; ancora, secondo alcuni, la tentazione di farla finita dovrebbe essere assecondata da una legge sul fine vita. E qui, si badi bene, non si tratta di formulare giudizi sulla sofferenza altrui, ma di ribadire un principio.
Insomma, la ‘volontà popolare’ democratica (o i centri di potere che le sono dietro?), abolendo la verità e la sua logica ha definitivamente rinunciato alla giustizia.

Per l’appunto, è evidenza, anche scientifica, che ogni embrione ha caratteristiche uniche, che lo rendono una vita umana con uno sviluppo singolare, dipendente dall’organismo della madre-gestante ma al tempo stesso autonomo e distinto. Dunque su tale base, nonché dei diritti riconosciuti al concepito, è un’evidente contraddizione riconoscere un diritto all’aborto. Così come è contraddittoria una legge sul fine vita, dal momento che non è riconosciuto alcun ‘diritto alla morte’, né al suicidio, ma anzi l’omissione di soccorso è sanzionata penalmente.
Così, gli attentati della civiltà moderna alla giustizia provengono proprio dalla rinuncia a cercare la verità, unica e indipendente dai diversi punti di vista. D’altronde, una verità ultima e fondante fa paura all’uomo moderno: impegna, non lascia spazio a giustificazioni e impone di mettersi in discussione.
Ma la ricerca della giustizia non è semplice e la sua evoluzione lungo i luoghi e le epoche è stata travagliata. È infatti possibile osservare come principi immutabili, condivisi dall’intera umanità, come quelli della lealtà e della parola data, dell’infamia della ruberia e della gravità dell’omicidio, siano stati applicati con regole e limiti differenti a seconda delle epoche e dei popoli (…)
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