La psiche collettiva, in questo tratto finale del Kali-Yuga, sembra essere ossessionata dal mondo elementale, quello dei cosiddetti spiriti della natura che, rispetto allo Spirito, hanno spesso una connotazione femminile, nella misura in cui la manifestazione universale mostra tale polarità in relazione al Creatore.
A tal motivo il mondo dei Geni assume per tanti versi le caratteristiche della Madre Natura, la Grande Dea che, quando non si riconosce più come Shakti rispetto all’Assoluto Divino, viene trasformata in una sorta di Fato privo di speranza, latrice comunque dei poteri della magia. I Pagani dell’antichità non pregavano un Dio Unico, ma tendevano a propiziare, le forze inferiori dell’universo – il mondo nordico dei fairies, ovvero quello islamico dei jinn – attraverso la magia (i neopagani odierni attraverso la tecnologia), nel tentativo di poter controllare e comandare le forze della natura. La tradizione musulmana avverte che tali creature del Mondo Intermedio non possono essere ridotte in termini dualistici a bene o male, ma dalla loro fascinosa e ingannevole relazione possono derivare per gli umani effetti deleteri.[1]

La Marvel Cinematic Universe ha sdoganato da decenni strani esseri del mondo sottile, extraterrestri,[2] divinità antiche e mitologiche, nonché androidi più o meno giganteschi, in vari film tratti dalla letteratura fumettistica; non di meno gli stessi temi paranormali sono reperibili in film e moltissime altre serie televisive; la nostra attenzione si limiterà tuttavia a soffermarci sulle pellicole di Guillermo del Toro. Le fenditure che Guénon aveva previsto allargarsi nei tempi ultimi, favoriscono, in questo nostro secolo, la manifestazione sempre più diffusa degli esseri del mondo intermedio:[3] ciò che il cinema di Del Toro tende spesso ad amplificare – alla ricerca di spunti horror, come dichiara lui stesso – quasi fosse ispirato da tale dimensione sottile, se non addirittura soggiogato.[4]
Hellboy II, The Golden army (2008), presenta il mondo intermedio nelle sue propaggini infra-terrestri: la trama del film fa riferimento a uno scontro tra il mondo umano e quello dei fairies che avrebbe dovuto decidere su chi avrebbe prevalso, ma che si risolse in un pareggio e in una intesa ad accontentarsi gli uni delle città e gli altri dei boschi e degli ambienti desolati della natura selvaggia.[5] In tale contesto si inserisce la presenza demonica di Hellboy – provocata da un esperimento occultista nazista di evocazione demonica, attraverso la creazione di un portale, nel precedente Hellboy (2004) – un essere per certi versi più affine al mondo intermedio,[6] ma stranamente incline (arruolato in una organizzazione di servizi segreti adibita alla ricerca sul paranormale) ad aiutare gli umani in un nuovo scontro che si va prospettando a causa di un principe elfo ribelle. Nell’immaginaria società futura in cui vive Hellboy alla TV si parla di procreazione mista tra razze diverse, tema oggi dibattuto in ufologia,[7] riguardo alla possibile presenza d’ibridi all’interno dell’umanità.[8]
In Pinocchio (2022) il figlio di Geppetto, Carlo, deceduto prematuramente rappresenta la motivazione per una creazione prometeica,[9] tale da superare il mistero della morte (la marionetta si dimostrerà magicamente diventare immortale). La fonte di Collodi offriva una motivazione diversa: la costruzione della marionetta viene compiuta per potersi guadagnare da vivere, organizzando degli spettacoli per bambini. Anche in questo film si verifica un decisivo intervento del mondo intermedio: sarà lo Spirito del Bosco, rappresentato da una sorta di luciferico angelo al femminile, a dar vita alla marionetta di Geppetto.
In Frankenstein (2025) è più la scienza e la tecnologia umana ad essere determinante nella creazione del nuovo Adamo, piuttosto che il naturale mondo intermedio, che comunque era presente anche nella fonte letteraria della Shelley, nell’episodio in cui il mostro, col suo aiuto segreto alla famiglia di campagna, viene confuso con lo Spirito del Bosco.
“Che cos’è che fa dell’uomo, l’Uomo? Le sue origini? Non come comincia le cose, ma come decide di finirle.” In questa citazione da Hellboy II si vela un messaggio transumanista e anticristiano ribadito con maggior evidenza in due successive pellicole del regista spagnolo, nei personaggi dell’essere acquatico de La Forma dell’Acqua (2017), decisamente più evoluto (potenzialmente immortale in quanto capace di rimarginare ogni ferita) e più buono rispetto agli uomini, e in quello del mostro di Frankenstein (2025), che nel finale affronta il sole della nuova era quale essere immortale che supererà e sostituirà la razza umana.
Peraltro, quasi tutte le altre pellicole di Del Toro affrontano temi particolari e inquietanti: la manipolazione genetica tra specie diverse (in Mimic, 1997), il vampirismo in un action-film (in Blade II, 2002), gli effetti del mondo intermedio sull’umanità (ne Il Labirinto del Fauno, 2006), la possibilità di apertura di portali inter-dimensionali con accesso di mostri ‘alieni’ sulla terra (in Pacific Rim, 2013), inquietanti storie di fantasmi (in Crimson Peak, 2015), parapsicologia e sedute spiritiche (in Nightmare Alley, 2021). Che l’attività di questo abile regista sia asservita, in maniera più o meno cosciente, a un progetto d’ingegneria sociale, tale da abituare l’umanità a una visione contraffatta e superficiale del mondo intermedio?
[1] L’opera teatrale di Gerhardt Hauptmann, La Campana Sommersa (Casadeilibri, 2023), riguarda ad esempio, la storia di un artista in cerca d’ispirazione, il quale penetra, impreparato, nel mondo intermedio dei fairies, che gli riserverà fantastiche possibilità, ma anche drammatiche sorprese.
[2] A dire il vero già dalla seconda metà del XX secolo la cinematografia aveva accolto – riscuotendo ampio successo – una certa narrazione sugli UFO e relativi alieni connessi.
[3] “Peraltro, i Jinn sanno assai bene come sfruttare tali fenditure, dal momento che alcuni di loro si sono anche impegnati ad aprirle e ad allargarle dall’altro lato. L’aridità e la mortalità del materialismo rende le baluginanti bizzarrie dei Jinn assai attraenti per un’umanità esausta; di conseguenza la magia, lo spiritualismo, e l’interesse per il paranormale appaiono come un’alternativa alla visione del mondo materialistico, un qualcosa di vitale e di immaginario da opporre a ciò che è arido e morto. Essi promettono un sollievo dall’oppressione; ma come per una qualsiasi dipendenza dalla droga, quell’oppressione che ne viene temporaneamente sollevata è in gran parte prodotta dalla droga stessa. Una volta che l’anima diventa dipendente da quell’esperienza psichica offerta dai Jinn, ecco che l’accesso a Dio, e all’ordine celeste, viene velato da una contraffazione delle realtà spirituali.” (Charles Upton, Vettori della Controiniziatione, Arya, 2025)
[4] Nella tradizione musulmana gli esseri di mondo intermedio, ovvero i jinn – come accade anche nelle tradizioni pagani nord europee con i fairies – sono gli ispiratori dei poeti e dell’arte in generale. Peraltro la cinematografia – potenziata oggi soprattutto dalla tecnologia e dall’intelligenza artificiale – si presta in maniera particolare alle influenze di questi esseri. Secondo lo studio, di prospettiva islamica, di Amira El-Zein, Il Mondo dei Jinn, (Casadeilibri, 2025), l’azione di queste presenze sottili nei confronti degli esseri umani può essere benefica, neutra o malefica, e spesso la questione dipende dalla purezza dell’animo dell’essere umano che entra in contatto con essi.
[5] Secondo la tradizione islamica la guerra fu tra gli Angeli e i jinn, prima della creazione dell’uomo sulla terra; i primi ne uscirono vittoriosi e i jinn persero la loro posizione vicariale, affidata ora all’umanità; ma non tutti i jinn accettarono l’‘umiliazione’. “Il Corano dice che quando agli Angeli, nel mondo celeste, venne ordinato di inchinarsi dinnanzi alla Sua creazione sulla terra, Iblis si rifiutò; come punizione fu esiliato dal Paradiso, diventando Shaytan – proprio come Lucifero, nella tradizione cristiana, divenne Satana dopo la caduta – e in seguito si pose a capo di quei kafir (infedeli) che rifiutarono il Corano e la profezia di Muhammad. L’intento dei jinn è di produrre contraffazioni psichiche della dottrina e della pratica religiosa, per trascinare ogni autentica tradizione spirituali a livello psichico, dove la magia e altre ‘tecnologie psichiche’ sostituiranno i sacramenti e le teurgie contemplative fornite da Dio” (Charles Upton, Vettori della Controiniziatione, Arya, 2025). Riguardo a ciò s’era fatto cenno in Tempi ultimi in Charles Upton.
[6] Peraltro, le forze del male, rappresentate da un redivivo Rasputin e dalla sua amante ex-nazista – già presenti nel primo Hellboy – tenteranno spesso di riportare ‘l’eroe’ dalla propria parte.
[7] La tesi di alcuni studiosi come Jean Robin, Seraphim Rose, Charles Upton e Gianluca Marletta è che le apparizioni di UFO e i contatti con gli extraterrestri non siano altro che uno pseudo-mito moderno che tende a visualizzare, in una modalità adattata ai nostri tempi, il mondo intermedio di cui stiamo parlando (nonché inquietanti presenze demoniche).
[8] Nelle tante vicende narrate ne Le Mille e una Notte, non mancano storie d’amore tra jinn ed esseri umani, nonché figli da loro procreati.
[9] Vedremo la questione analoga in Frankenstein: anche la madre di Victor, morta di parto, susciterà nel figlio un desiderio di ricerca d’immortalità, caratteristico della hybris – ovvero della protervia umana che vuole sfidare l’Eterno e le sue leggi naturali – elemento, peraltro, già presente della fonte letteraria della Shelley.
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