Nato nel 1948 a San Francisco, Charles Upton vive a Lexington, nel Kentucky (USA), dove svolge da molti anni attività di poeta e di saggista. Da giovane rimase affascinato dai movimenti New Age, per poi fissare la sua attenzione spirituale sull’Islam, tanto da poter accedere ad un ordine sufi. Da decenni si dedica alla produzione di numerosi studi di filosofia perenne, che riflettono gli insegnamenti di esegeti della Tradizione come René Guénon, Ananda Coomaraswamy e Frithjof Schuon.
Come traduttore e curatore dei saggi di Upton pubblicati in lingua italiana ho notato che sebbene le sue riflessioni di natura cosmologica e metafisica offrano spesso delle preziose perle di saggezza tradizionale – talvolta anche uniche nella loro specificità (soprattutto le sue lucide intuizioni riguardo al mondo intermedio e ai suoi abitanti) [1] – per quel che riguarda alcune ricostruzioni storiche (spesso basate su opinioni correnti, ma non sempre attendibili), Upton azzarda talvolta interpretazioni piuttosto discutibili.[2]
Gli argomenti da lui affrontati sono spesso quelli relativi agli Ultimi Tempi e all’Anticristo, nonché alla Contro-Iniziazione, tratto caratteristico di tale epoca, che tenderà ovunque a dilagare. [3] Nel presente articolo mi sono dunque proposto di mettere in evidenza alcune sue riflessioni relative a quei segni apocalittici che, nel tratto terminale del Kali-Yuga, cominciano a farsi vedere con una certa chiarezza e frequenza.
Nei suoi scritti, partendo dal presupposto – tutt’altro che progressista o evoluzionista – che il trascorrere dei cicli cosmici ha condotto l’umanità a un’epoca oscura in cui le fallaci ideologie moderne hanno prodotto uno stato di degrado estremo, Upton affronta uno dei segni principali dell’apocalisse che è l’avvento dell’Anticristo, individuando che:
L’Anticristo non è altro che l’ego umano in ribellione contro Dio.[4]

La centralità dell’ego è infatti un tratto assai evidente nella nostra società contemporanea, materialista e consumista. Upton si accorge altresì che nei tempi ultimi si potranno verificare particolari inganni:
La memoria di un’Età dell’Oro che diviene sempre più avvertibile in questi tempi apocalittici suggerirà ad alcuni che siamo vicini ad un ritorno a tale epoca; è questo uno degli errori fondamentali del movimento New Age. Ma la verità è che non possiamo, a livello collettivo, tornale all’Età dell’Oro di questo ciclo, né può l’umanità raggiungere l’Età dell’Oro del ciclo successivo, se non attraverso la porta della morte fisica. Immaginare che una razza umana immersa nel Kali Yuga possa collettivamente ottenere l’esaltazione del Satya Yuga – in termini storici – è, infatti uno dei capisaldi della venuta del Regno dell’Anticristo. [5]
Tra gli altri segni ineludibili, il saggista statunitense coglie con acutezza la tragedia attuale del trasumanesimo:
Lo scopo è quello di decostruire la forma umana, e la transizione da un ambientalismo a favore di un ‘ritorno alla natura’ ad uno tecnologico può essere individuato, in modo assai chiaro nel film Avatar, ad esempio. […] L’asimmetria fisica di Al-Dajjal sarà indubbiamente visibile al microscopio, a livello molecolare: una distorsione genetica. I transumanisti credono anche che la coscienza umana possa essere caricata in sofisticate banche dati; sono capaci di queste assurdità dal momento che definiscono la coscienza al pari di una ‘memoria’, insieme a quegli algoritmi necessari a manipolarla. […] E il transumanesimo sarà più facile da realizzare una volta che la popolazione umana verrà drasticamente ridotta; […] e il principale vettore per lo sviluppo del transumanesimo sarà la paura della morte. La negazione di Dio e dell’ordine celestiale inevitabilmente aumenterà tale paura, dal momento che la perdita dell’esistenza terrena verrà fatta corrispondere alla distruzione di tutto; quindi la tentazione transumanista di una virtuale immortalità in forma cibernetica, o ingegnerizzata geneticamente, sarà lì pronta ad approfittare di tale paura, che sarà peraltro sempre più abilmente indotta. [6]
Upton è convinto che a tale processo di disumanizzazione concorra in maniera decisiva, e sempre più palese, quella ‘razza terrestre’ decaduta che sopravvive nel mondo intermedio – la dimensione sottile (oggi spesso confusa col mondo extraterrestre) [7] – sfruttando in un modo o in un altro le energie dell’essere umano, e confondendolo attraverso molteplici inganni, per ridurlo a livello subumano, e quindi poterlo sostituire nella gerarchia degli esseri presenti sulla Terra, prendendosi la propria ‘rivincita’:
Nella nostra epoca possiamo assistere agli effetti di una progressiva ‘jinnificazione’ della psiche umana. La fascinazione per le forze psichiche e l’aumento di permeabilità della barriera energetica tra il piano materiale e quello intermedio – che Guénon, ne Il regno della Quantità individuò nell’apertura del nostro mondo all’invasione dell’infra-psichico – hanno prodotto una sorta di volatilizzazione dell’anima. Certe funzioni psichiche, come il presentimento e la fantasia, stanno divenendo diabolicamente repentine e penetranti, lasciando le altre – il pensiero logico, ad esempio, o la comune empatia umana – vuote e pietrificate. […] In alcuni sport cosiddetti estremi del nostro tempo, vi sono individui che stanno quasi imparando a volare utilizzando il proprio corpo fisico, sfidando al contempo, in maniera sbalorditiva – in una sorta di parodia cavalleresca – la mutilazione e la morte. Tali persone mostrano tutti i sintomi di una ‘jinnificazione’: la possessione da parte delle Forze dell’Aria. Non è altro che un ulteriore attacco all’integrità della forma umana. [8]
Il risultato delle pressioni di tali ambigue forze è quello di allontanare l’umano dal divino, spezzando la sua prerogativa pontificale che lo connette al Cielo e che lo ha responsabilmente caratterizzato, nella sua natura regale, come custode del Creato:
Quando non consideriamo più Dio al centro di noi stessi, e quindi ci allontaniamo dalla nostra umanità, la terra inizia a morire. È soprattutto questa verità che gli ‘alieni’ cercano a tutti i costi di farci dimenticare. [9]
Nessuna ecologia moderna mette in evidenza il rapporto tra l’inquinamento dell’anima umana e lo stato del mondo naturale, né l’importanza di poter trasmettere al ciclo successivo la forma integra del nostro modello umano, fatto a immagine e a somiglianza divina. E in questi ultimi tempi, il seguente suo monito può essere diventare davvero motivo di profonda meditazione:
Non è la ‘materia’ della nostra vita che dobbiamo proteggere dall’Anticristo – come sono convinte quelle persone ossessionate dall’importanza della sopravvivenza – quanto la ‘forma’. [10]
NOTE:
[1] Si legga, al riguardo Agenda UFO. L’inganno dello svelamento alieno (Irfan, 2024) ed il capitolo 5 (“La caduta dei jinn”) di Vettori della Contro-Iniziazione (Arya, in preparazione).
[2] V’è poi la sottolineare la sua simpatia per alcune tesi di Schuon che possono essere interpretate come sincretismo, che comportarono peraltro l’allontanamento di Guénon dallo svizzero.
[3] A tal proposito ricordiamo alcune traduzioni presenti sul mercato italiano “Transumanesimo luciferico e guerra alla religione”, da Arthos 32 (Arya, 2023) e Vettori della Contro-Iniziazione (Arya, in preparazione), nonché la voce “Charles Upton”, da Esegeti della Tradizione. Religio Perennis e pensiero profondo nel XX secolo, a cura di E. Ciampi (Il Cinabro, in preparazione).
[4] The System of Antichrist (Sophia Perennis, 2001).
[5] What is the Earth? (Sophia Perennis, 2008).
[6] Vettori della contro-iniziazione (Arya, in preparazione).
[7] La tradizione islamica identifica questi esseri col nome di ‘jinn’, mentre quella pagana nord europea li definisce ‘fairies’. L’umanità contemporanea, che ha smarrito queste verità tradizionali, non può che vedere in certi bagliori nel cielo o in certe presenze terrene, astronavi ed astronavi ed alieni provenienti da altri pianeti o altre galassie.
[8] Knowings (Sophia Perennis, 2008).
[9] Cracks in the Great Wall (Sophia Perennis, 2005).
[10] The System of Antichrist (Sophia Perennis, 2001).
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