Chi ha davvero tradito la Palestina?

da Enrico Galoppini

Quarant’anni fa, un giornalista e scrittore algerino, Mokhtar Sakhri, poneva, come titolo di un suo libro, la fatidica domanda: Gli arabi hanno tradito la Palestina? Domanda che, passati tutti questi anni, resta ancora tremendamente attuale. Sì, perché se è vero che ‘il mondo’ pare aver abbandonato la Palestina al suo triste destino, la cosa che è particolarmente ‘scandalosa’ è il ‘tradimento’ da parte di tutti gli altri Stati arabi. Come si è arrivati alla consapevolezza di questo ‘tradimento’? Probabilmente fin dall’inizio della cosiddetta questione palestinese, poiché già nel 1948 vi fu chi interpretò nel comportamento dei governanti dei Paesi arabi confinanti col neonato Stato d’Israele e la loro ignominiosa sconfitta militare un qualche cosa d’inaccettabile, tant’è vero che a seguire vi furono assassinii politici (Giordania) e colpi di Stato a non finire (Siria, Egitto, Iraq), giustificati, almeno ufficialmente, dal ‘tradimento’ ravvisato dai nazionalisti e rivoluzionari arabi come Nasser. 

C’è poi chi, addirittura, ravvisa questo ‘tradimento’ ben prima del 1948. Quando all’epoca del Mandato speciale sulla Palestina seguito alla Prima guerra mondiale, mentre veniva data vita, alla chetichella, al ‘focolare ebraico’, i tentativi insurrezionali dei palestinesi (come quello della seconda metà degli anni Trenta) vennero frustrati dal neonato Regno saudita, che ostacolò la consegna di armi procurate dal governo fascista italiano che, per creare problemi all’Inghilterra, s’era alleato col Gran muftì di Gerusalemme.

E che dire della cosiddetta ‘Grande Rivoluzione Araba’, ovvero quella capeggiata durante la Prima guerra mondiale dallo sharîf della Mecca Hussein, discendente diretto del Profeta, che intrattenne una corrispondenza con gli Inglesi nella quale gli venne promesso un ‘regno arabo’ corrispondente ai territori del Vicino Oriente arabo? Stiamo parlando, insomma, dell’epopea nota a noi europei soprattutto per le gesta del colonnello Lawrence d’Arabia, nel corso della quale contingenti arabi combatterono contro gli Ottomani sulla scorta di promesse alquanto volatili. La versione ufficiale ci racconta che dopo la Rivoluzione d’Ottobre in Russia saltarono fuori i documenti degli accordi anglo-francesi (Sykes-Picot), mentre è del 2 novembre 1917 la cosiddetta Dichiarazione Balfour con la quale la Palestina veniva promessa al movimento sionista. Mi sono sempre chiesto se lo sponsor principale di questa ‘rivolta araba’ (preparata per decenni nell’ambito di associazioni segrete nazionaliste arabe sul modello della Carboneria…) fosse davvero così ingenuo, e la risposta che mi sono dato è che ciò non è assolutamente possibile!

Ancora prima, però, il “tradimento” era avvenuto già all’interno del campo palestinese stesso, forse ignaro della portata esiziale del progetto sionista, dato che diversi proprietari terrieri ‘assenteisti’ avevano venduto ad ebrei alcuni territori (anche se tale argomento viene di solito ingigantito dai pro-Israele per sostenere la tesi che i palestinesi si sono venduti la Palestina).

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