Un risuonare di tamburi. Tamburi di guerra. Tamburi di rivolta. Sempre più forte, di giorno in giorno. Tanto che, ormai, bisognerebbe essere completamente sordi per non sentirli. Eppure questa Europa, ripiegata sul proprio ombelico, non sembra avvertire alcunché. O, forse, finge di non sentirli. Perché, altrimenti, dovrebbe cominciare a fare i conti con se stessa. E, soprattutto, con la sua anima oscura. L’Africa.
Perché l’Africa non è, solamente, molto più vicina di quanto comunemente si creda. Appena un braccio di mare, quel Mediterraneo che mai ha diviso, sempre congiunto le terre nella sua storia. E poi il deserto arabo. E sei già in Africa. L’Africa Nera, come la si chiamava un tempo. L’Africa, l’Africa Nera o subsahariana che dir si voglia, rappresenta molto di più. La cattiva coscienza di certa Europa, che l’ha ‘colonizzata’, sfruttata… Sospinta fuori dalla storia. Il Continente senza storia, come l’ha chiamato Hegel, riflettendo questo atteggiamento. E aveva, in sostanza, ragione. Ma non perché l’Africa fosse priva di storia. Piuttosto perché le era stata strappata la sua storia. Le era stata rubata. Impoverendola di questa, oltre che delle materie prime di cui sarebbe uno dei massimi produttori.

Un furto. Proseguito anche quando, finalmente, il colonialismo ebbe fine. Fine solo formale, perché il neo-colonialismo si dimostrò subito un padrone ancora più occhiuto e feroce. Instaurando un sistema di sfruttamento ancora più bieco. Senza nulla investire per promuovere quelle terre. Anzi, depauperandole sempre più, con la collaborazione di regimi locali corrotti e debosciati. Thomas Sankara tentò di ribellarsi a tutto questo. E l’Alto Volta divenne il Burkina Faso.
Il sogno di una diversa Africa. Indipendente e capace di riappropriarsi della sua storia. Durò poco. Sankara fu assassinato per ordine delle multinazionali, che volevano mantenere il controllo del Paese, e della Francia, interessata a mantenere un ferreo controllo della regione e a continuare a sfruttarla. Tutto continuò come prima. L’Africa nera non aveva diritto di riappropriarsi della sua storia.
Oggi, però, le cose sembrano cambiare. E rapidamente. Ibrahim Traorè ha conquistato il potere con (…)
VUOI CONTINUARE A LEGGERE QUESTO ARTICOLO?
ACQUISTA O ABBONATI ALLA RIVISTA:
-
FUOCO #19 – ottobre/novembre/dicembre 2025 (digitale)€6.50 - Prodotto in offerta
Abbonamento annuale – “Scintilla” (cartaceo) n.19-22Il prezzo originale era: €26.00.€20.00Il prezzo attuale è: €20.00. -
FUOCO #19 – ottobre/novembre/dicembre 2025 (cartaceo)€6.50

