Uno dei segni più presenti nella nostra epoca è quello che potremmo definire il ‘sentore della fine’. Questo sentore, motivato anche dai grandi sconvolgimenti degli ultimi anni, dal 2019 in poi, è ormai uno stato di spirito largamente diffuso, anche in ambienti molto diversi fra loro: se nei contesti più religiosi, infatti, tale sentore è letto a partire dalle profezie o dai presagi presenti nelle tradizioni d’appartenenza, esiste però anche un ‘apocalittismo laico’ che enfatizza, continuamente e a tutti i livelli, i rischi di catastrofi ambientali e sociali più o meno causate dall’uomo. Persino l’Unione Europea, negli ultimi mesi, a partire dai sempre più dilaganti scenari di guerra che caratterizzano l’attualità, ha proposto ai cittadini dell’unione di preparare un ‘kit di sopravvivenza’ per almeno 72 ore, che – al di là della sua discutibile utilità effettiva – rivela che anche nella nostra placida Europa occidentale la ‘fine’ o comunque una crisi sistemica generale non sono più un tabù ma possibilità reali e fors’anche prossime.
In generale, potremmo dire che si è di fronte alla sensazione largamente condivisa che questo particolare ‘ciclo di civiltà’ – ma sarebbe più corretto parlare di ‘civilizzazione’ – abbia esaurito le proprie possibilità e si stia stancamente trascinando avanti in attesa dell’inevitabile ‘colpo’ che metterà fine alla sua agonia.

Conseguenza di questo tipo di sentore generale è la diffusione di ‘stili di vita’ – persino nel nostro pigro e invecchiato Occidente – che enfatizzano la necessità di ‘prepararsi’ a una fine concepita normalmente come un collasso della società e delle sue strutture a seguito di eventi come crisi economiche, conflitti bellici o catastrofi (naturali o indotte). Ѐ lo stile di vita ‘prepper’ – coloro che si preparano – che consiste essenzialmente nel ‘rendersi autonomi’, in caso di crisi, dalla dipendenza dell’individuo e dei gruppi dalle strutture pubbliche di approvvigionamento, come reti elettriche, distribuzione degli alimenti e dei farmaci, difesa, ecc. Questo stile, reso noto anche da numerose produzioni cinematografiche americane – Paese dove il prepping è particolarmente diffuso – sembra tuttavia ignorare l’aspetto fondamentale dell’essere, ovvero lo Spirito, elemento che invece un uomo che affermi di rifarsi alla Tradizione non può assolutamente trascurare. Da questo punto di vista, viene subito in mente l’ammonimento evangelico che ricorda come sia assolutamente inutile ‘salvare il corpo se si lascia perire l’anima’: noi siamo tutti di passaggio da questo particolare universo e ignorare che lo scopo dell’esistenza è tendere verso il Principio divino vuol dire aver ‘fallito la propria vita’, indipendentemente da quanti anni possiamo credere o sperare di strappare al destino. […]
VUOI CONTINUARE A LEGGERE QUESTO ARTICOLO?
ACQUISTA O ABBONATI ALLA RIVISTA:
-
FUOCO #18 – luglio/agosto/settembre 2025 (cartaceo)€6.50 - Prodotto in offerta
Abbonamento annuale – “Scintilla” (cartaceo) n.18-21Il prezzo originale era: €26.00.€20.00Il prezzo attuale è: €20.00. -
FUOCO #18 – luglio/agosto/settembre 2025 (digitale)€6.50

