LA COMUNITA’ ORGANICA CONTRO GLI “IDIOTI”

da Eduardo Zarelli

La condizione storica che stiamo vivendo ha involontariamente alcuni risvolti di grande portata, data la pochezza del dibattito pubblico e l’elaborazione ideale. Non è possibile prevedere quali scenari si andranno a imporre nel futuro, ma una cosa è oramai evidente: il fallimento politico della globalizzazione produce effetti opposti alle aspettative create dall’occidentalizzazione del mondo. Il pensiero unico liberale, affermatosi declamando la morte delle ideologie, rifiuta l’evidenza del venir meno della coincidenza tra la democrazia e lo stesso liberalismo. Affermare che la democrazia svanisce se diventa illiberale è una mistificazione della egemonia oclocratica. È infatti innanzitutto un’asserzione da contestualizzare storicamente giacché, come tutti sanno, la parola e la pratica della democrazia sono nate ad Atene nel VI secolo a.C.: il liberalismo era ben lungi dal manifestarsi e lo farà solo a partire dal XVII secolo. In Grecia, la democrazia era diretta – tutti i cittadini potevano prender parte all’ekklesìa o assemblea, vero organo decisionale – e a governare era il popolo, invece di eleggere rappresentanti di governo.

La democrazia è stata concepita quindi in rapporto non all’individuo, ma alla comunità organizzata, alla città (pòlis). Caratteristica principale della sua esistenza, il concetto di cittadinanza, secondo cui cittadino (polìtes) è chi appartiene a una patria, cioè a una terra e a un retaggio. Anche per il concetto di ‘libertà’ vale la stessa premessa. Per il Greco, è l’appartenenza a conferire la libertà: essere libero significa avere il diritto di partecipare alla vita politica, dunque alla vita della città. Ebbene, se la democrazia è inscindibilmente legata al concetto di libertà – e questo è legato a sua volta al concetto di appartenenza a una comunità (cittadinanza politica, quindi) – ne consegue che in una città di uomini liberi l’interesse particolare non può che sottostare all’interesse generale, cioè a quello della pòlis, e di ciò ne rimane traccia nell’insulto moderno ‘idiota’ (idiotes), che in origine indicava per l’appunto la persona non interessata alla vita politica comunitaria.

Questo intendimento della democrazia – prima del contrattualismo di John Locke e il formalismo giuridico di Montesquieu a garanzia dei diritti individuali – si è caratterizzato in più contesti nel tempo storico. Il thing o Parlamento dei popoli scandinavi e germanici, assemblea di governo di tutti gli uomini liberi, ha svolto un ruolo decisivo nel Medio Evo sia precristiano che cristiano. Le assemblee cantonali svizzere derivano direttamente dal federalismo premoderno, così come Marsilio da Padova evoca il concetto di sovranità popolare per difendere l’autorità politica dell’Imperatore sulla Chiesa. La concordia e il consenso – non la costrizione – caratterizzano il rapporto tra governanti e governati nella concezione di Johannes Althusius, basata sull’associazione comunitaria e sulla sussidiarietà. Dunque, una struttura cooperativa di gruppi organizzati volontariamente, in cui si sviluppa la vita politica e sociale legittimando dal basso l’autorevolezza del decisore, preservando da ogni falso procuratore.

La democrazia, in ciò che ha di più fondamentale, si contrappone dunque direttamente alla legittimazione liberale dell’apatia politica, nella quale non si può che vedere una negazione della sovranità popolare. Il governo partecipato si dimostra incompatibile con i principi liberali in molti altri modi perché è una forma di autorità politica e non ammette che questa venga assoggettata all’economia, né al controllo dei suoi rappresentanti. Esso fa discendere i diritti politici dalla cittadinanza e implica quindi che l’individuo si definisca prima di tutto tramite le sue appartenenze associative. Non si dà democrazia senza popolo, senza nazione e senza città, non essendo queste strutture transitorie e precarie, ma i contesti privilegiati della pratica politica. La democrazia, in ultima analisi, non è altro che la forma politica con la quale il maggior numero di persone può partecipare alla vita pubblica. […]

VUOI CONTINUARE A LEGGERE QUESTO ARTICOLO?
ACQUISTA O ABBONATI ALLA RIVISTA:

Ti potrebbe piacere anche

Lascia un Commento