Cari comunisti, una risata… vi seppellirà. L’intervista alla pagina ‘Siete dei Poveri Comunisti’

da Siete Dei Poveri Comunisti

Nel 2009, durante una manifestazione, da vero capo popolo galvanizzato dalla folla, Berlusconi tuonò «Siete, ancora ed oggi come sempre dei poveri comunisti!»: una fonte di ispirazione?
Sentivamo proprio il bisogno di creare un canale di informazione alternativo, perché vedevamo che sui social stavano nascendo e crescendo pagine, come Abolizione del suffragio universale, che si presentavano come fonti di informazione, ma in realtà facevano una comunicazione fortemente orientata a sinistra, spesso anche distorta e a senso unico. Era un’informazione che non teneva conto di un’altra parte importante della popolazione e che spesso arrivava a mistificare o a deformare i fatti, con un preciso disegno ideologico. Da lì è nata l’idea: uno spazio capace di parlare al popolo di destra, di dare voce a una parte che sui social era molto presente, ma poco rappresentata a livello di contenuti informativi reali, concreti e soprattutto distante dal pensiero dominante.

Un nome, una provocazione.
Dopo tanti tentativi, confronti e ragionamenti, abbiamo pensato al nome ‘Poveri Comunisti’. Era una frase già molto conosciuta, quasi un tormentone, e ci sembrava perfetta per unire sotto la stessa bandiera elettori di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega… insomma, un pubblico ampio e trasversale all’interno dell’area di destra. Sapevamo che quel nome avrebbe parlato direttamente a tantissime persone sui social, molte delle quali si sentivano rappresentate da quella ironia e da quel richiamo a una certa identità politica e culturale.

Con più di centomila follower, reel, post e video visti da decine di migliaia di persone, siete senza dubbio una delle pagine social politicamente scorrette più seguite e amate di Instagram. Da dove nasce il vostro desiderio di fare satira e comunicazione politica?
I social sono un’ottima piattaforma, oggi sono dei mezzi di comunicazione fondamentali, forse i più diretti e immediati che abbiamo a disposizione. Tra i nostri contatti — gente dichiaratamente di destra — c’è chi, quasi senza accorgersene, si fa influenzare da certi canali di informazione legati alla sinistra: canali sedicenti neutrali, imparziali o bipartisan, ma che in realtà completamente ideologizzati e spostati a sinistra, senza mai ammetterlo apertamente. Una specie di narrazione monolitica, che non da spazio al confronto, e che di fatto isola chi aveva idee diverse, facendolo sentire marginale o addirittura fuori luogo.

Noi eravamo stanchi di questa narrazione a senso unico e a un certo punto ci siamo detti: basta. Era arrivato il momento di creare qualcosa di diverso, qualcosa che potesse parlare davvero al popolo di destra, dando loro un canale per esprimersi e sentirsi meno soli. L’abbiamo fatto attraverso la satira, strumento potentissimo perché permette di affrontare temi complessi con leggerezza ma anche con efficacia. Ma non solo: abbiamo affiancato la satira con l’informazione vera e propria, con contenuti che approfondissero i fatti e raccontassero le realtà spesso ignorate o raccontate in modo parziale. Abbiamo fatto interviste, siamo andati fisicamente nelle piazze del Movimento 5 Stelle, abbiamo raccontato situazioni come quella del “No Meloni Day”, abbiamo mostrato il volto meno raccontato della sinistra, offrendo un altro punto di vista, un’informazione controcorrente. E a giudicare dai numeri, possiamo dire che ci siamo riusciti, perché abbiamo raccolto un seguito sempre più ampio e un coinvolgimento reale.

Attraverso la satira e i meme riuscite a smontare in modo semplice e comprensibile tante sofisticazioni e falsificazioni della sinistra e del mainstream: ma qual è l’obiettivo ultimo della vostra satira? 
Raccontare e fare controinformazione, ovvero un’informazione che non si limiti a riportare la versione ufficiale o dominante, ma che sappia aprire finestre diverse, spesso trascurate. Non abbiamo pretese particolari, né ci sentiamo chissà chi. Vogliamo semplicemente dare forza al popolo di destra, una comunità spesso sottovalutata e poco ascoltata nei grandi media tradizionali. Vogliamo che gli elettori e i simpatizzanti di destra non si sentano più soli, soprattutto sui social, dove per troppo tempo hanno trovato solo narrazioni opposte, a volte anche denigratorie o caricaturali. Abbiamo voluto creare una casa per tutti loro, un luogo digitale in cui potessero ritrovarsi, scambiarsi idee e sentirsi parte di qualcosa di più grande. 

Ci siete riusciti?
Decisamente: non solo lo dimostrano i numeri, che crescono ogni giorno e sono un segnale tangibile del lavoro fatto, ma anche i tanti messaggi che riceviamo in direct. Ragazzi, ragazze, studenti, lavoratori, persone comuni che ci raccontano le loro esperienze, le loro preoccupazioni, le difficoltà che incontrano ogni giorno. C’è chi ci segnala professori con atteggiamenti ideologizzati, chi denuncia situazioni sbagliate che vivono all’università o nei luoghi di lavoro, chi ci racconta episodi di discriminazione per le sue idee politiche. Per noi tutto questo è stato fondamentale. Abbiamo voluto dire a queste persone: non siete soli. Raccontateci quello che vi succede e noi ci impegniamo a dar voce alle vostre storie, a portarle a più gente possibile. Questo per noi è il senso profondo di quello che facciamo.

Capita che siano gli stessi ‘poveri comunisti’ a servirvi sul piatto d’argento meme e altre performance al limite del grottesco. Pensiamo per esempio al radicale Magi travestito da fantasma in Parlamento, o alle interviste imbarazzanti della Salis: non pensate che, in fondo, col loro ‘tafazzismo sistemico’, vogliano facilitarvi il lavoro?
Magi vestito da fantasma, Ilaria Salis, Soumahoro, Bonelli, Fratoianni… alla fine, sono loro i nostri veri supporter. È anche grazie a loro se la nostra pagina continua a crescere, perché ci danno materiale praticamente ogni giorno. Ci serviamo delle loro gaffe, delle loro dichiarazioni surreali, delle loro proposte politiche fuori dal mondo — e le trasformiamo in contenuti: video, reel, post satirici. Sempre puntando sull’ironia, sulla critica politica, ma senza mai scendere nell’offesa personale.
Possiamo dirlo tranquillamente: sono loro la nostra ragione d’essere. Più parlano, più combinano uscite discutibili, più noi cresciamo, sia in termini di visibilità che di seguito. È quasi un circolo virtuoso, anche se ironico e a volte amaro. E, finché ci sarà Elly Schlein a guidare il Partito Democratico, questa pagina continuerà ad avere carburante a volontà. Cresceremo ancora, perché il materiale — purtroppo o per fortuna — non manca mai. E noi siamo pronti a trasformarlo in contenuti efficaci, sempre con la nostra cifra stilistica.

Ogni fenomeno di comunicazione che si rispetti, ha un esercito di hater al seguito. Chi sono i vostri?
I nostri hater sono tanti, inutile negarlo. Riceviamo ogni giorno messaggi pieni di insulti, di attacchi personali, ma alla fine ci scrivono sempre le stesse cose: «siete fascisti», «zitti fascisti», «tornate nelle fogne». È un copione che si ripete, una sequenza prevedibile che però non smette di arrivare. Noi però non ci abbassiamo a quel livello. Rispondiamo con ironia, con la satira, senza mai scendere sul piano dell’offesa personale. Anche quando ci augurano di tutto, quando passano il limite, noi restiamo lucidi, calmi. Non ci tocca più di tanto. Anzi, se a sinistra si innervosiscono, per noi è solo la conferma che stiamo facendo un buon lavoro. Vuol dire che il messaggio arriva, che li stiamo pungendo nel vivo. E finché sarà così, continueremo a fare quello che facciamo, senza arretrare di un passo. Perché la provocazione che fa riflettere è sempre meglio di un silenzio assordante […]

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