Fratelli (massoni) d’Italia

da Marco Rossi

L’argomento Massoneria in relazione con la conquista e la gestione del potere politico rischia di diventare una questione ovvia e persino fuori moda, visto le polemiche e gli infiniti studi di vario genere e spessore che sono stati scritti e pubblicati negli ultimi due secoli; ma siccome vogliamo concentrarci sul caso italiano degli ultimi tempi dobbiamo sistemare, almeno in generale, alcune precisazioni essenziali.

In primo luogo la massoneria moderna, quella nata in Gran Bretagna nella prima metà del XVIII secolo, ovverosia quella speculativa, non ha sostanzialmente nulla in comune con quella precedente, medioevale, di radice cristiana e che custodiva i segreti professionali dei costruttori di cattedrali e di castelli: la massoneria moderna inglese e poi anche francese ed europea è una società segreta di stampo illuminista e che persegue prevalentemente obiettivi religiosi – non cristiani – culturali e politici, di stampo liberale.

Nell’Ottocento anche ideali democratici e nazionalisti entreranno a far parte di alcune logge, in questa prospettiva il nostro Paese deve alle organizzazioni massoniche e para-massoniche – come la Carboneria – un contributo fondamentale alla costruzione della propria unità nazionale e alla propria indipendenza.

Nel Novecento però c’è stata anche una parte minoritaria della massoneria che aveva tentato di recuperare gli antichi insegnamenti iniziatici anche al di là della tradizione medioevale, in questa prospettiva si comprendono personaggi come Arturo Reghini, collaboratore di Evola e di Guénon, studioso della tradizione italica e tra i protagonisti negli anni Venti di una celebre rinascita degli studi sull’esoterismo che culminò con il Gruppo di UR (1927-28).

Anche quasi una buona metà dei federali fascisti era massone, si dice anche il Re Vittorio Emanuele III, ma Mussolini chiuse comunque le logge italiane nel 1925, per accordarsi con la Chiesa Cattolica nel 1929, anche se le logge dell’obbedienza di Piazza del Gesù avevano aiutato i fascisti, mentre quelle di obbedienza di Palazzo Giustiniani avevano aiutato le forze antifasciste.

Dopo il 1945, nel clima della repubblica liberal-democratica, in realtà aveva ben poco senso la sopravvivenza di una società segreta che aveva come fini la costruzione di una società liberal-democratica e l’attuazione degli ideali illuministi, eppure la massoneria è continuata ad esistere, e perché?

Qui occorre precisare che al fondo degli ideali massonici c’è da sempre il sogno dell’instaurazione di una società globalizzata unitaria, ben al di fuori delle religioni storiche tradizionali, dove gli ideali illuministici e materialistici moderni dovrebbero dominare incontrastati: ad una tale impostazione originale si sono collegate e fuse col tempo ben altre ideologie globali come quella del turbo-capitalismo a dominanza finanziaria, come l’idea anglo-americana di un mondo sottoposto politicamente appunto all’anglo-sfera, come le pretese della massoneria ebraica del B’nai B’rith, infine tutte le declinazioni del mondialismo occidentale degli ultimi decenni han finito per costituire parte integrante delle logge.

In questa ottica si può comprendere la necessità di conservare il segreto delle varie organizzazioni massoniche: molti degli obiettivi dovevano infatti rimanere celati perché i popoli, sia nelle liberal-democrazie sia nei regimi comunisti, non avrebbero potuto accettare la progressiva costruzione di una società mondialista sottomessa a delle ristrettissime élite massoniche e oligarchiche internazionali, dove gli stati nazionali e le religioni tradizionali avrebbero dovuto progressivamente scomparire.

Le istituzioni del secondo dopoguerra: ONU, Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, rispondono appunto a questa precisa logica strategica, mentre altre istituzioni mondialiste che si sono aggiunte in seguito, come Gruppo Bildeberg, Commissione Trilaterale, la stessa Unione Europea, infine il World Economic Forum, per semplicità detto Forum di Davos, dalla località svizzera dove ha sede, perseguono il medesimo obiettivo: una società mondialista, senza stati e senza religioni, dove una élite di massoni e di grandi finanzieri internazionali gestisce il mondo per il bene dei sudditi, che devono obbedire, con le buone o con le cattive. […]

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