Le dichiarazioni della direttrice della task force della Casa Bianca impegnata nella de-secretazione dei documenti relativi al caso JFK[1], Anna Paulina Luna, hanno fatto il giro del mondo ed inevitabilmente scoppiare un caso. Durante una conferenza stampa fiume dove si è parlato di moltissimi argomenti delicati e controversi, dagli avvistamenti di oggetti non identificati nei cieli d’America, al dossier JFK prossimo alla consultazione pubblica, fino al COVID e via dicendo, la rappresentante del Governo Trump ha risposto con estrema chiarezza – per quanto non sempre in modo esaustivo, data la natura dei contenuti ancora da visionare e comprendere con chiarezza nella loro totalità – in merito a fatti storici che hanno cambiato e possono ancora cambiare il corso della Storia.

Andiamo nel dettaglio a capire che cosa ha dichiarato la Luna in merito alla vicenda relativa all’assassinio del Presidente John Fitzgerald Kennedy avvenuto il 22 novembre del 1963 a Dallas, in Texas, riportando le sue testuali ed esplosive parole:
“Sulla base di quanto ho visto finora, l’audizione iniziale tenuta qui al Congresso era errata rispetto alla teoria del proiettile singolo [il cosiddetto “proiettile magico”]. Io credo che ci fossero due sparatori, e potremo avere ulteriori informazioni prima che i documenti vengano resi noti al pubblico.”
“Ci sono rapporti contraddittori della stessa FBI rispetto all’autopsia eseguita al Bethesda Hospital”.
Incredibile ma vero, finalmente il Governo degli Stati Uniti dopo oltre 60 anni ammette che vi è la possibilità concreta che ci fossero due tiratori presenti a Dealey Plaza, facendo così crollare una serie di castelli in aria e dogmi politici che hanno fatto danni incalcolabili su più livelli, da quelli storiografici a quelli sociali e di credibilità internazionale per le massime autorità del Governo degli Stati Uniti. In breve, se viene confermata la presenza di due tiratori a Dealey Plaza, occorre smettere di credere a Lee Harvey Oswald come l’unico colpevole, occorre dare ragione alle decine di testimoni presenti nel luogo dell’assassinio che asserivano di aver udito provenire gli spari da direzioni diverse[2] piuttosto che dal Deposito di libri, occorre ragionare sull’esistenza di una cospirazione con due o più elementi coinvolti[3], occorre soprattutto chiedersi perché le autorità di Dallas e dell’Intelligence sin dai primi concitati momenti dopo il delitto si impegnarono furiosamente ad accusare Lee Harvey Oswald come l’unico responsabile della morte di JFK, occorre infine chiedersi perché ogni altra indagine, studio, investigazione da parte di uomini di legge, giornalisti, testimoni in merito alla vicenda JFK-Oswald-Dallas venne osteggiata, manipolata, respinta.

E vogliamo parlare del pessimo lavoro della Commissione Warren che parti dal presupposto della colpevolezza unica e certa di Lee Harvey Oswald (tanto era morto, non poteva neanche difendersi.) dedicando migliaia di pagine totalmente inutili a dettagli sulla sua vita e non riportando una sola prova concreta sulla possibilità che un singolo tiratore e nello specifico Oswald potesse compiere quel delitto come volevano dimostrare? Per decine di volte lo stesso Rapporto Warren si contraddice e rivela dati sconcertanti parzialmente che però ignora serenamente e non indaga ulteriormente e ciò lo dicono Procuratori importanti come Jim Garrison, giornalisti investigativi come Harold Weisberg o studiosi come Gianni Bisiach, giusto per dirne tre ma ve ne sono molti altri.

L’accenno poi alla questione dell’autopsia conferma la possibilità che vi sarà altro su cui ragionare in grado di cambiare totalmente la linea finora dogmaticamente imposta. Si pensi ad i dottori del Parkland Hospital[4] che in prima battuta dichiararono che il presidente era stato colpito alla fronte, da davanti – rendendo impossibile quindi la sola potenziale colpevolezza del tiratore Oswald che secondo la versione ufficiale aveva sparato dalle spalle del presidente appostato al sesto piano del deposito di libri – per poi ritrattare dopo un colloquio con le autorità – affinché nelle loro dichiarazioni i danni rilevati sul corpo fossero tutti provenienti da colpi giunti dalle spalle – e non rilasciando più alcuna riflessione o analisi “per rispettare ordini di sicurezza nazionale”. Una volta poi trasferito il corpo di JFK al Bethesda, sempre secondo la versione ufficiale data dal Governo all’epoca, il dottore che eseguì l’autopsia del presidente alla fine distrusse tutta la relativa documentazione medica nel camino di casa, perché non avrebbe voluto che tali documenti facessero soffrire l’opinione pubblica americana. E stessa sorte subirono le decine di foto scattate durante l’esecuzione dell’autopsia sul corpo del presidente, sempre per “paura” che qualcuno le rubasse per macabro ludibrio ed in qualche modo arrivassero alla stampa. Naturalmente è assolutamente ridicolo accettare la distruzione di documenti di importanza capitale per ragioni totalmente illogiche, soprattutto tenendo conto dell’estremo peso politico e simbolico della vittima, il presidente degli Stati Uniti. È facile pensare che Anna Paulina Luna, nella consultazione preliminare dei documenti in via di de-secretazione abbia visto e compreso[5] come la manipolazione e sparizione, le incongruenze e le mancanze dell’operato del Bethesda siano riconducibili a precise strategie atte a nascondere, tramite una documentazione medica, la reale direzione e l’evidente quantità di colpi ricevuti sul corpo di JFK. In ogni caso, avremo modo di capire presto, una volta rilasciate ulteriori dichiarazioni ed ovviamente i documenti stessi.
Naturalmente siamo colti da amarezza nel pensare come per far accettare la morte di JFK come il risultato del folle solitario Lee Harvey Oswald come unica versione,
tante, troppe persone coinvolte nel caso – testimoni, pedine inconsapevoli, giornalisti, investigatori, amici e colleghi di Oswald o Ruby – abbiano trovato una tragica morte. Chi per un incidente d’auto, chi per un colpo di pistola sparato da un poliziotto che controllava l’arma, chi per il collo spezzato, chi per un infarto improvviso, chi scomparso nel nulla, chi per impiccagione in cella, etc. E chi non è morto, spesso ha ritrattato completamente le dichiarazioni date in un primo momento alle autorità su ciò che vide a Dealey Plaza, con la conseguenza naturalmente che quelle dichiarazioni più conformi alla linea del Governo furono inserite nel famoso Rapporto Warren.
Ha specificato la direttrice della task force che non si tratta in alcun modo di un lavoro – quello del team di analisi, consultazione e pubblicazione di quei documenti – che possa alimentare alcun tipo di complottismo, quanto piuttosto sono parte di un tentativo di offrire con estrema chiarezza null’altro che la verità documentale di ciò che venne raccolto all’epoca sul caso. Ha aggiunto che verranno interrogati e consultati anche diretti testimoni e professionisti che all’epoca furono legati al caso JFK-Dallas-Oswald su più livelli per avere maggiore, si spera stavolta, chiarezza.
Quelle di Luna sono soltanto anticipazioni parziali certo, ma sembrano aver dissolto completamente lo sforzo isterico di chi – asservito ai Diktat governativi opportunamente imposti o per un ingenuità stolta – ha sempre voluto forzare le leggi della fisica, della logica, della giustizia per negare che non vi fosse un solo sparatore a Dealey Plaza e che l’intera indagine sull’assassinio del Presidente Kennedy venne assolutamente marchiata dalla più grave ed assurda, quanto colpevole e manipolatoria direzione delle forze d’investigazione americana.
I pochi che possono salvarsi da questa grave accusa, hanno dovuto combattere contro ostilità e minacce per lungo tempo, se non derisione e accuse di essere teorici della cospirazione[6], ma oggi in questo 2025 sembrano ottenere un invitta giustizia.
Personalmente, affascinato dalla figura del Presidente Kennedy e colpito dalla sua triste morte, ho voluto dedicare un corposo saggio[7] alla sua tragica vicenda e fine, riportando fedelmente oltre 300 fatti sconvolgenti che provano l’esistenza di una cospirazione dietro quell’attentato mortale, dietro quella morte terribile. Nel volume ho anche voluto inserire un interessante frasario con tutte le dichiarazioni ufficiali di testimoni, politici, investigatori, protagonisti e uomini nell’ombra che furono coinvolti in qualche modo nel caso JFK-Dallas-Oswald, per offrire al lettore la loro viva voce.

Ragionando infine come Robert Kennedy Junior, oggi Ministro della Sanità sotto il Governo Trump, abbia più volte pubblicamente dichiarato come l’omicidio di suo zio JFK sia stato organizzato ed eseguito da elementi della CIA ci mettono di fronte a buone speranze affinché finalmente, pubblicamente, con forza, si possa avere giustizia per un fatto storico, per un epoca mai nata – quella della Nuova Frontiera – e per un uomo, John Fitzgerald Kennedy, tramite la pubblicazione completa di documenti che da troppo tempo sono stati secretati e nascosti al mondo.
[1] E non solo, anche i documenti secretati relativi alla morte di Martin Luther King e Bob Kennedy saranno resi pubblici secondo il mandato ufficiale firmato pochi giorni fa dal Presidente Trump
[2] Alcuni testimoni rivelarono addirittura di aver visto gli stessi tiratori sia nel momento del loro sparare, sia nella loro repentina e successiva fuga dal luogo. I punti diversi da cui molti udirono giungere gli spari furono la collinetta erbosa (dietro la staccionata) e il ponte del triplice sottopassaggio.
[3] Chi organizzò la fuga dei due o più tiratori dal luogo dell’attacco? Avevano complici? Chi erano questi complici?
[4] I primi medici a soccorrere il Presidente JFK nel tentativo di salvargli la vita
[5] Naturalmente prima di lei, negli anni, decine di giornalisti, investigatori, etc. che hanno indagato razionalmente la vicenda
[6] https://odysee.com/@RazzaEstinta:3/david-icke-chi-ha-creato-il-termine:9?r=38ZPydt1VH1Xco8HwgU8veuskq8hmR8X&lid=cc8af66960fd794aada0f9661fd3de69d0289f45
[7] https://amzn.eu/d/70uUmm4
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