Fascio-fobi di tutto il mondo, unitevi!

da Alberto Busacca

Partiamo dal titolo del tuo libro Fasciofobia. Cosa significa vivere in un’epoca contrassegnata da quella che potremmo definire come una vera e propria sindrome e come è arrivata la nostra epoca a soffrirne?
Negli ultimi anni l’antifascismo è cambiato, diventando appunto una specie di fasciofobia, che dell’antifascismo è la degenerazione. Ogni giorno, per qualsiasi cosa, c’è qualcuno che lancia un allarme sul ritorno del fascismo. Delle camicie nere. Succedeva anche in passato, certo, ma il paradosso è che più ci allontaniamo dal Ventennio e più questi allarmi aumentano. Il motivo? Credo che dipenda dalle difficoltà di una sinistra in crisi d’identità e di consensi. Non avendo più una vera proposta politica, si limitano solo a cercare di screditare l’avversario. Ma è proprio questo atteggiamento, in realtà, a danneggiare il gioco democratico.

Parafrasando Karl Marx potremmo, allora, dire che c’è tutto un sistema di giornali, media, influencer e correnti di pensiero davvero convinti che «uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro del… fascismo»?!
È difficile capire se questi signori credano davvero che il fascismo stia tornando o se usano lo spauracchio del fascismo in modo strumentale solo per provare a conservare le loro posizioni di potere. In linea generale, credo sia più vera la seconda ipotesi. Ciò che non capiscono è che ormai il giochino non funziona più. Se lanci un allarme fascismo al giorno, su tutto, come puoi essere credibile?

L’antifascismo odierno tratteggia le caratteristiche di ciò che in psicologia si potrebbe serenamente definire come una sindrome di persecuzione con tratti di onnipotenza mista a paranoia. Visto che di malattia ci pare in molti casi si tratti, quali sono i sintomi e – se ci sono – le cure per uscirne?
Per qualcuno il fascismo è diventato un’ossessione, che causa ansia, violenti attacchi d’ira e cattivo umore costante. Credo che il modo migliore per uscirne sia usare un po’ di ironia, come ho tentato di fare nel mio libro raccontando, appunto, la follia di un certo modo di intendere l’antifascismo.

Lo spauracchio del pericolo fascista è stata una costante – tra alti e bassi – della storia repubblicana. Va riconosciuto che da quando c’è il governo Meloni, però, quasi ogni giorno si susseguono allarmi di ritorno al fascismo. Concretamente, di quali fatti di cronaca o effettivi pericoli parliamo? Vuoi raccontarci qualche grottesco episodio?
Di episodi grotteschi ce ne sono tantissimi. In un paese è stata rimossa una luminaria natalizia con scritto ‘Xmas’ perché avrebbe ricordato la Decima Mas della Repubblica Sociale Italiana. Poi, un comune ha chiesto il certificato di antifascismo anche per poter potare una pianta. E un’azienda importante è finita nell’occhio del ciclone per dei formati di pasta (le abissine e le tripoline) considerati nostalgici. Per evitare problemi hanno dovuto ritirarli dal mercato e riproporli con un nome diverso. Ora, è ovvio che tutte queste cose con l’antifascismo serio non c’entrano nulla. E la cosa positiva è che anche tanti antifascisti cominciano a non poterne più […]

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