L’ultimo uomo rimpicciolisce la terra: la globalizzazione si compie. Quando tutto è raggiungibile, tutto connesso, tutto collegato dallo stesso mercato, tutto disponibile e tutto rappresentabile o guardabile attraverso i dispositivi elettronici, allora il mondo si è rimpicciolito. Oggi viviamo nel mondo più piccolo che sia mai esistito, in un unico impero che non ha ancora rinunciato a sconfiggere tutti i nemici ma che in fondo vorrebbe farlo, perché anche il nemico è in fondo segno di un mondo confutabile, il mondo che oggi si vorrebbe semplicemente cancellare. L’idea kantiana di mercato come condizionamento alla pace perpetua ha ancora esecutori malgrado ad ogni aggiunta di ingredienti il risultato sia sempre più immangiabile. Si è così scoperto che se il mercato globale non serviva ad avere la pace globale, allora non era il mercato lo strumento della pace, ma la pace lo strumento del mercato, e la donna promessa in moglie non era chi diceva di essere. E coi buoni raccolti allora si sta in pace ma con i raccolti scarsi la pace non serve più, bisogna concimare, arare, dissodare nuova terra: ci vuole la guerra.
E non solo la terra è diventata la più piccola di sempre, ma vi saltella su l’Ultimo uomo, “colui che tutto rimpicciolisce”. La dialettica dell’Illuminismo non si può fermare mai, è un motore ormai acceso, il Progresso non può mai fermarsi per non dover mai contemplare le rovine che si è lasciato alle spalle, ed è così che il suo operaio – l’Ultimo uomo, cioè l’ultima delle produzioni del Progresso, già pronta per essere sostituita per obsolescenza dalla nuova produzione – si adopera costantemente nel rimpicciolire tutte le cose e, soprattutto, tutte le idee. Rimpicciolire è l’orizzonte di senso della tecnologia digitale, delle tecnologie ambientali, della tecnologia alimentare, e quando tutto ciò che conferisce senso alla vita sarà divenuto invisibile, solo allora capiremo che Howard P. Lovecraft era semplicemente un verista che usava lo stratagemma del parlare del piccolo come se fosse enorme.

Che la genia dell’Ultimo uomo sia indistruttibile come quella della pulce e che sia l’uomo che campa più a lungo di tutti è il risultato della divinizzazione della Scienza cui stiamo assistendo, un mondo fatto di cure diffuse ma non accessibili a tutti, di dispositivi sempre da testare e sempre modificanti, sempre trasformanti, giacche il Transumanesimo ha esattamente la trasformazione dell’uomo come suo fine. L’espansione simbolica del transessualismo ha la funzione di imporre un immaginario diffuso di plausibilità della trasformazione illimitata del corpo umano, ed è per questo motivo che i temi della “libertà sessuale”, della “accettazione delle diversità”, della “legittimazione di ogni comportamento sessuale”, appaiono oggi nella loro reale luce di istanze al servizio del principio-guida della trasformazione del corpo. Il corpo deve essere trasformato perché deve essere trasformato; non deve modificarsi per andare incontro ad esigenze sessuali o mentali o comportamentali o estetiche, la trasformazione del corpo, in particolare dei bambini, è un passaggio rituale per segnare l’ingresso nel Transumanesimo, cioè nel mondo delle nuove divinità tecnologico-trasformative […]
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