Siamo alla terza guerra mondiale ma non comprendiamo in profondità quale sia realmente il nemico di oggi. Ci illudiamo, soprattutto in questa Era, che vi sia un fronte definito non solo con i soliti buoni contro i cattivi, i giusti contro gli ingiusti, i santi contro gli infedeli (e tutto l’intero panorama filosofico teologico). Soprattutto pensiamo che soltanto il miglior mediatore tra la propaganda massmediale mainstream (veicolata da abili spin doctor e manovratori e speculatori occulti – spesso nemmeno troppo occulti, vedi George Soros tra i tanti) e il santificatore di una pace “tombale” a tutela del poltronismo consumista e de-sacralizzato da ogni slancio e volontà, possa e debba dominare la prossima auspicata ed edulcorata società post-bellica.
In breve, ci accontentiamo del politicante buonista e spicciolo, senza orizzonti mentali e sociali profondi o del giornalista “ribelle ed impegnato” che siede comodo al suo posto da decenni, alternando con fatica, presenze in conferenze e convegni (spesso a pagamento) dove si offre come oracolo vagheggiante e pungente, ovviamente ignorando anch’egli alcun tipo di profondità socio-politica e generale.
Poco importa poi se la questione bellica sia relativa ad una prossima guerra in armi o con siringhe, l’uomo moderno vuole un mediatore bonario e l’illusione della pace garantita e di una placida ignoranza. In verità occorre, per gli uomini che si vogliono desti, comprendere che vi è un’unica minaccia – ignorata da entrambi i fronti bellici, politici, opinionistici, d’attualità odierni: l’annientamento dell’Uomo.

I conflitti odierni
Ma andiamo con ordine e spieghiamo dove ci troviamo attualmente. I focolai di guerra odierni sono terrificanti come mai prima d’ora e non solo perché ne possiamo avere un aggiornamento globale come mai accaduto nella storia umana (articoli, video, immagini, cronache praticamente in tempo reale) a scioccare la nostra coscienza, ma soprattutto perché le forze in campo sono in grado, incoscientemente – ecco il dramma – di scatenare un conflitto di proporzioni suicide (uso di armi nucleari e IA avanzate in campo bellico) con una facilità estrema.
Le armi da poter impiegare sul campo sono inimmaginabili, sia per potenza che per spietatezza, ne abbiamo viste all’opera negli ultimi anni alcune, dai droni aerei fino ai droni con misure ridotte, minime, ma altrettanto letali, spietati, inarrestabili.

La guerra del futuro è ora
La propaganda di questi conflitti ha una pervasività e capillarità impressionante e disturbante, soprattutto laddove la rete oggidì gioca un ruolo capitale, poiché ci troviamo di fronte a video e immagini di cui non riusciamo quasi più a distinguere la realtà o la manipolazione tecnica o produzione artificiale a fini politici o di potere generale. Gli orizzonti politici intanto sembrano giocare ad una bilancia sterile, un alternarsi tra frasi di circostanza e attese di nuove tavole della legge da parte di Stati od enti sovranazionali più forti e come non considerare in questi casi anche le nuove potenze ed entità come i Social che raccogliendo milioni di informazioni riservate, trasformano il mondo in un algoritmo hackerabile, parafrasando l’annunciatore di inferni coscienziali umani, Harari.
Vediamo alcuni conflitti che ci mettono di fronte ad un’escalation.
L’Ucraina è in guerra aperta con la Russia per ragioni di natura economica (dall’Ucraina passano immensi gasdotti verso l’Europa) al di là di retro-storiografie moraleggianti che seppur in parte valide tendono a nascondere l’origine perversa del conflitto. Gli Stati Uniti d’America dopo aver incenerito per anni gran parte del Medio Oriente – Iraq, Afghanistan, Libia, ecc.. – nelle petrol-guerre – ovviamente giustificate da mistiche guerre al terrore – supporta sempre di più lo sforzo ucraino fornendo – in una totale follia politica anti-diplomatica – armi, logistiche e menti (il drammatico passo successivo potrebbe essere anche aviazione), così come fa l’Unione Europea (che ricorda moltissimo la mostruosità dittatoriale dell’URSS[1]) che sembra decidere con leggera follia e senza alcun dialogo con i popoli, il destino di milioni di europei per dare il suo assenso e appoggio ad un conflitto aperto con la Russia. Un conflitto che, si badi bene, cambierebbe non solo la faccia all’Europa ma al mondo intero se divenisse guerra aperta.
Infine, tra in conflitti dove vi sono parti potenti e pericolose in causa, in grado cioè di scatenare un inferno globale, vi è la questione in terra d’Israele – conflitto in costante aggiornamento – che vede lo scontro estendersi al Libano, alla Siria, forse all’Iran?

Naturalmente nell’ignoranza moderna dei processi economici – come spesso sottolineava il poeta Pound, ci sarà un giorno l’educazione finanziaria-economica per i popoli come vi è stata l’educazione in merito alla grammatica e al lessico affinché tramite la comprensione della natura del denaro comprendano e si difendano dalle truffe del Sistema economico – non si sottolinea come il dollaro sia in perdita pericolosa da tempo. Come gli Stati Uniti d’America – Paese spezzato da disparità sociali terrificanti e disumanità etiche spaventose (si pensi solo al sistema sanitario, vedi documentario Sicko di Michael Moore) – abbia debiti immensi e sia stato da tempo “comprato” dal potere economico cinese. Oppure non si ricorda come la Cina, la Russia e l’India si siano alleati in un nuovo blocco economico dalla smisurata potenza o ciò che è successo nonostante le sanzioni applicate alla Russia, ossia che il Paese è rimasto potente ed economicamente saldo… ma se l’economia è volutamente nascosta o ignorata nell’area della propaganda politica e militare, si deve tornare comunque e soprattutto all’uomo. Questo deve essere un sano istinto di tutti.
Ecco il centro della riflessione odierna per porre fine a questa ipnosi collettiva duale, folle e suicida, secondo cui vi è un nemico da abbattere – che sia ucraino, russo, americano, ebreo, arabo, cinese – tramite una “santa” guerra al fine di portare benefici e pace (guadagni e dominio) ai “buoni”.
Quello che si deve comprendere è che il nemico della prossima guerra mondiale, anche e soprattutto con il ruolo ricoperto dall’IA avanzata in campo bellico, sarà in ogni fronte, spietatamente e con odio feroce considerato unicamente chi? L’uomo. Esattamente e solamente lui. Il vero nemico della tecnica e della follia nucleare, d’ogni conflitto moderno odierno, sarà proprio l’uomo. Nessun altro. Oltre ogni divisa e bandiera e propaganda.

Combattiamo per ciò che vale
L’uomo con le sue fragilità, con i suoi dubbi, con la sua filosofia, con il suo pensiero, con la sua ragione, con la sua fallibilità, con la sua aspirazione alla libertà, alla verità, al coraggio, al sacrificio, alla semplicità, con la sua dolcezza, la sentita cultura, la sua tradizione, sarà lui nel mirino, l’uomo con tutto sé stesso. Si vorrà distruggerlo. Perché la tecnica vuole l’efficienza fredda, il calcolo netto, l’algoritmo spietato, l’ordine di impulsi calcolati, il guadagno matematico asettico, la freddezza della visione tecnica. E tutto ciò si auspica inconsciamente – pensando di vincere in caso di conflitto nucleare e di dominare comunque da vincitori ogni tecnica avanzata – e politicamente, considerando la riduzione dell’uomo ad algoritmo come un’evoluzione… ma sarà tutto drammaticamente diverso. L’uomo sarà incenerito. Incenerito da conflitti che sembravano combattere un determinato nemico, ma che invece stavano combattendo l’Uomo stesso. Non capire ciò, ci condannerà e non potremmo accusare nessuno se non la nostra suicida ignoranza.
[1] Si consiglia a tal proposito l’ottima lettura di Pavel Stroilov, Vladimir Bukovskij “EURSS. Unione europea delle Repubbliche Socialiste Sovietiche”, Spirali editore, 2007.
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