Il 24 agosto 2024 l’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord – per amici e nemici, ‘NATO’ – compie settantacinque anni. E se li porta malissimo. Venuta alla luce nel quadro del mondo diviso in blocchi dopo la fine della Seconda guerra mondiale, ufficialmente come sistema di difesa solidale tra i Paesi democratici occidentali – ma, in realtà, come sistema di dominio anglo-americano sugli alleati – si è via via trasformata in uno strumento militare di conquista e dominio planetario. La palude ucraina, del resto, non è che l’ultima di una serie di clamorose cantonate strategiche che stanno portando le grandi potenze sempre più vicino a un conflitto dalle proporzioni apocalittiche.
Il ‘caso’ vuole, infatti, che il primo allargamento dell’Alleanza si determini proprio successivamente alla caduta del Muro di Berlino e al disfacimento della ormai ex Unione Sovietica. Di fatto, le radici dell’attuale crisi globale possono essere individuate lì e, a onor di cronaca, non furono pochi i politologi, gli analisti militari e gli esperti di geopolitica che ne colsero la gravità. Riflesso diretto di una intenzione pianificata a tavolino sono gli interventi militari che si susseguono dal 1990 in poi.
Le nefandezze compiute dalla NATO in questi settantacinque anni sono esemplari, sia in zone di guerra sia in aree dove l’Organizzazione non è ufficialmente presente. Ciò è accaduto a scapito di soggetti, oggetti, strutture civili, senza risparmiare talvolta nemmeno soldati ed elementi scelti di truppe e stati alleati: la lista è infinita.

Le spedizioni della NATO su tutto il pianeta sono inenarrabili: iniziata l’opera con un neutralismo attivo spesso in favore di una delle parti in conflitto, si è arrivati, addirittura, alla fornitura di armi, all’utilizzo e al reclutamento di militanti “jihadisti” e terroristi in Afghanistan, Pakistan, Iraq, Iran, Libano, Siria, Libia, Yemen e Somalia. In breve, il curriculum della NATO può considerarsi a tutti gli effetti la storia di un’organizzazione internazionale che opera sulla pelle degli Stati che non intendono aggiogarsi al dominio occidentale. E dietro quello che potrebbe sembrare ‘solamente’ l’esercizio di una brutale forza militare si cela l’arroganza e il predominio delle contro-élite che sorreggono il sistema cancerogeno. Infatti, il bonario sorriso che utilizza ‘democrazia’ e ‘diritti civili’ per calpestare la dignità delle persone cela il Grande Illuso, colui che sarà schiacciato dal tempo della nemesi finale per il ritorno del regno di Dio.
Oltre alla debita premessa, risulta ovvio che il resto del mondo non sia rimasto a guardare le manovre dei satrapi di Washington all’ombra delle grinfie degli speculatori di Wall Street e Londra, soprattutto perché oltre i confini delle strette maglie del sistema politico e mediatico occidentale, la favoletta dei buoni che vanno in giro per il mondo a salvare i popoli dalla menzogna e dall’ingiustizia è stata smascherata. Vittime illustri, oltre ai tanti altri, si ricordano Edward Snowden e Julian Assange.
Senza ombra di dubbio, l’obiettivo più importante portato a casa in questi ultimi anni dall’Alleanza atlantica è stata l’interruzione del legame che si stava nuovamente creando tra Germania, Italia e Russia e che avrebbe, evidentemente, coinvolto il resto dell’Unione Europea. In sostanza, vista la materializzazione dell’incubo più grande per il mondo anglo-statunitense, la ‘pericolosa’ unione del blocco euroasiatico, da Vladivostok a Lisbona, doveva essere fermata a qualsiasi costo. Il pantano russo-ucraino è di fatto il prezzo che stiamo pagando tutti ma, oggi, c’è addirittura di più.
Dall’eterna crisi medio orientale fino alla spina nel fianco di Taiwan, le attuali polveriere a livello continentale sono sicuramente quelle della America latina e dell’Africa. Quest’ultima – a seguito delle crisi ex coloniali – è ormai in balia delle autentiche galoppate di conquista di russi e cinesi. Tutto ciò, coniugato all’emersione delle economie disallineate e ai Paesi che lavorano in una prospettiva multipolare, non è sfuggito ai capi della NATO di stanza a Bruxelles e nemmeno ai più raffinati analisti geopolitici. Roba da far ‘accapponare la pelle’ anche ai super esperti dell’ISPI che, notoriamente, non si contraddistinguono per le loro posizioni neutrali; tanto che, nei loro continui rapporti pubblici, non perdono occasione di segnalare a Jens Stoltenberg – attuale segretario generale – i punti critici e le vere e proprie minacce alla sopravvivenza della NATO.
A tale riguardo, potrebbe giocare un ruolo decisivo la possibile rielezione di Donald Trump, il quale ha già esternato i suoi piani per la NATO sul sito della sua campagna elettorale. Non è un mistero, dunque, che la minaccia di uscire dall’Alleanza Atlantica da parte degli USA, qualora tutti i membri europei non facessero la loro parte (in primis l’innalzamento delle spese militari almeno al 2%), abbia scosso le segreterie europee e abbia rallegrato il presidente russo Vladimir Putin. Al contempo, i balletti dell’Unione Europea su una possibile adesione dell’Ucraina, le adesioni sofferte dei Paesi non europei alla NATO, i saltelli a zig-zag della Turchia come membro NATO in conflitto progressivo con Israele, oltre al riavvicinamento all’Iran e, non ultimi, i Paesi doppiogiochisti europei che flirtano con la Russia per l’approvvigionamento energetico, rendono alla NATO la vita estremamente difficile.
Pertanto, in questi tempi ultimi, la NATO non è più un’alleanza difensiva ma è l’organizzazione sotto le cui insegne gli Stati Uniti continuano (o provano) a esercitare il ruolo di poliziotti del mondo e dove la vassalla Europa si limita a eseguire ordini, sempre più confliggenti coi suoi stessi interessi. Un’operazione autolesionista figlia del diktat imposto ai vari sedicenti governanti europei i quali, al di là delle ‘sovrane’ affermazioni di cartone, subiscono il ricatto del loro padrone: resti al governo finché scodinzoli o fai le fUSA.
Tuttavia, sotto un altro e più alto profilo, ciò che sembra essere anch’esso simbolo e scagnozzo di veri e propri centri occulti e tenebrosi di potere, risulta essere messo alle strette da uno scenario che ha creato e che sta implodendo sotto gli occhi di tutti. Nella sua presunzione di onnipotenza, questo ‘mostro dai piedi di argilla’ dà gli ultimi colpi di coda che nulla possono di fronte all’autentica Onnipotenza di una volontà divina che, presto o tardi, comunque si affermerà inesorabile.
D’altronde, nelle cronache storiche si è già registrato il crollo repentino di entità che sembravano eterne e tutto lascia presagire che degli scossoni epocali siano in arrivo. Il destino fatidico di Gerusalemme incombe su quello del mondo e i ‘messaggi in codice’ che ci giungono dal passato remoto potrebbero non essere solo racconti di fantasia. Oltre le quinte della storia, appare inevitabile, a breve, un mutamento radicale dell’assetto planetario. A tale riguardo quindi, occorrerà farsi trovare pronti.
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