«Usano il terrore per governarci». Intervista a Giorgio Bianchi

da Giorgio Bianchi

Al giorno d’oggi stiamo vivendo un vero e proprio disordine globale. Quali sono gli attuali e futuri scenari di guerra? 

Ciò  che mi colpisce di più è la grande rapidità con cui galoppa la propaganda: perché, in verità siamo già pienamente dentro a uno scenario di guerra. Se analizziamo la Prima e la Seconda Guerra Mondiale e osserviamo cosa stesse avvenendo immediatamente prima di questi avvenimenti storici, infatti, notiamo uno scenario molto similare a quello dei giorni d’oggi. Quello che prima sembrava assurdo e deprecabile, a seguito dell’apertura di diverse Finestre di Overton, è diventato normale e accettabile, persino auspicabile: si accetta il genocidio palestinese con nonchalance e si parla di guerra alla Russia in risposta a una ‘possibile invasione dell’Europa’, con Putin paragonato a Hitler, rappresentante incarnato del male assoluto. Di fronte a questa retorica, soprattutto propinata dai media mainstream occidentali, occorre porsi la seguente domanda: tutto questo refrain incessante di guerra-guerra-guerra dove porterà se non alla guerra stessa?

Infatti, ripetendo lo stesso concetto con costanza e replicandolo in diversi contesti, si prepara l’opinione pubblica ad accettare il conflitto presso di sé, come qualcosa di ‘normale’ e fisiologico di un mondo ormai in guerra. Ci sono tantissimi conflitti aperti o silenti nel mondo ma i tre grandi nemici del mondo a guida occidentale ormai sono chiari e l’Occidente ha deciso di combatterli: l’Iran in Medio Oriente, la Russia nell’ambiente europeo e la Cina nell’Estremo Oriente. Questo spiega perché l’Occidente continua a sostenere i principali nemici di questi Paesi, riempiendoli di risorse. Dunque, queste sono le tre direttrici e il mondo va dritto sparato verso la Terza Guerra Mondiale.

Quale ruolo hanno i mass media nel perpetuare e alimentare questo stato di crisi?

L’infodemia – ossia la mole eccessiva di notizie, che confonde e non aiuta a formarsi una opinione – su temi come la pandemia, la guerra, il surriscaldamento globale e la crisi economica e sociale ricalca uno schema collaudato: governare con il terrore. L’obiettivo è quello di proiettare sulla popolazione confusione e scenari catastrofici in modo tale che si attivino delle dinamiche di branco, di folla, proprio come erano state descritte da Gustav Le Bon. Di fronte a queste calamità – spesso fittizie o volutamente sovradimensionate – gli esseri umani sono portati a compattarsi in branchi governati dalla paura. C’è un vero e proprio terrorismo mediatico e un bombardamento continuo. Il problema è verificare se questi problemi esistono davvero nell’intensità e nel grado di pericolo descritti dai media: il virus esiste come ce lo hanno raccontato? Oppure, non esiste? Il surriscaldamento globale esiste, o no? Quali sono le cause? Il punto su cui dobbiamo concentrarci non è tanto la veridicità o meno di certe affermazioni, quanto piuttosto il fatto che vengano calate dall’alto senza alcuna possibilità di valutare in autonomia e discernere. Sono affermazioni imposte come verità di regime. Indiscutibili.

I mass media sono il motore del consenso, anche se qualcosa scricchiola: per esempio, la maggior parte del popolo italiano non sarebbe disposta a morire per Kiev…

Vero, il fatto è che la stampa ci propina delle tesi già risolte e preconfezionate che, appunto, non possono essere discusse. Ad esempio, per quanto riguarda la situazione ucraina, l’unica soluzione considerata dai media è quella di armare l’Ucraina fino ai denti per combattere e sconfiggere Putin, senza tenere in conto la realtà dei fatti, ossia la notevole superiorità della Russia sui campi di battaglia. Dunque, il diktat è quello: mandare armi, sempre più armi, armi all’infinito per far morire quanti più russi – e ucraini – possibile e così sconfiggere Putin per ‘liberare la terra dal male assoluto’. Tutte le altre possibili soluzioni non sono neanche prese in considerazione. Idem per il surriscaldamento globale: butta la caldaia, butta la macchina, tu cittadino devi cambiare il tuo stile di vita, mentre noi, le élite globali, andiamo a Davos con il nostro jet privato e inquiniamo quanto tu possa inquinare in tutta la tua vita con due soli voli di andata e ritorno. Il problema sono le soluzioni preconfezionate dai media o, quantomeno, dalla maggior parte dei media […]

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