«Non cedere alla dittatura sanitaria». Intervista a Giovanni Frajese

da Giovanni Frajese

Negli ultimi anni stiamo assistendo a una vera e propria tirannia delle emergenze: seguendo lo schema del ‘capitalismo dei disastri’, si strumentalizzano le crisi – dal terrorismo, al Covid, dal conflitto russo-ucraino al cambiamento climatico – per apportare cambiamenti nella società e imporre misure liberticide. 

È la politica dell’emergenza, al giorno d’oggi, a definire il ‘nuovo normale’. Ormai per la maggior parte delle persone la pandemia sembra un ricordo lontano, eppure, secondo le grandi sovrastrutture internazionali la nostra è non solo l’era delle pandemie, ma anche quella dell’emergenza climatica e alimentare e, persino, di quella idrica. Uno stato di emergenza permanente che agevola chi muove le leve economiche, sociali e culturali. 

Per quanto riguarda la salute, abbiamo visto imporsi un autoritarismo tecno-sanitario. Ora si sta spingendo per l’approvazione di un Trattato pandemico per la gestione di prossime – e date per certe – crisi sanitarie: cosa dobbiamo aspettarci ancora da questo sinistro modus operandi?

L’OMS sostiene che la vera minaccia per l’umanità oggi sia un’ipotetica malattia X. Una malattia di cui ancora non si conoscono le caratteristiche e la natura, ma che – come sostengono  i ‘signori’ della salute internazionale – potrà causare venti volte più morti di quelle per il COVID-19. Ovviamente questo suscita dubbi sulla veridicità di queste informazioni: se non si conosce questa malattia X, come possono queste autorità già dire il numero di morti che causerà? La verità è che oggi manca un’autorità scientifica che sia obiettiva, che viene invece sostituita dalla propaganda, la quale guida l’intero mondo occidentale. È questo il modus operandi della propaganda moderna: si è instaurata una sorta di direzione globale dominata da un folle scientismo che assume i tratti di una fede laica, di un credo. Chiunque non si conformi a questo credo viene considerato un nemico della ‘comunità scientifica’ e della società nel suo complesso.

C’è chi si sta preparando alla prossima pandemia dunque, ma quale sarà? Non è un po’ strano che si parli di pandemia quando non c’è effettivamente una malattia da combattere?

L’establishment globale traccia una strada definita, con sperimentazioni a dir poco dubbie e una evidente mancanza di base scientifica. Ci sono leader politici che presso il World Economic Forum dichiarano entusiasti che, alla prossima pandemia, sarà disponibile un vaccino prodotto dall’intelligenza artificiale in un mese. Un solo mese! Ovviamente questo dovrebbe sollevare dubbi sulla conoscenza preventiva dell’agente patogeno che si dovrà combattere: abbiamo dimenticato a cosa servono le sperimentazioni? Però la maggior parte dell’opinione pubblica è ormai assuefatta alla propaganda dei mass media e quindi affermazioni come queste difficilmente trovano eco fra la gente […]

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