‘Volando intorno alla tradizione’ con Lucio Battisti

da Elio Della Torre

Guido De Giorgio, in uno scritto apparso nel gennaio del 1940 su Diorama filosofico – ora apprezzabile nella raccolta Prospettive della Tradizione pubblicata nel 1999 da Il Cinabro – interpretava in senso tradizionale un celebre adagio tratto dall’ab Urbe condita di Tito Livio ed enunciava – con la chiarezza dottrinaria che gli era propria – il metodo esegetico che l’interprete della Tradizione deve necessariamente far proprio qualora abbia intenzione di scorgere la Verità di ordine universale che si cela nelle opere degli uomini: «la Verità si vela e si svela per una sua forza speciale procedente dall’autonomia assoluta di cui gode soprattutto di fronte a chi la formula. Vogliamo dire che scrittori, poeti, uomini politici e uomini comuni spesso dicono grandi e profonde verità di cui ignorano il significato». De Giorgio intendeva con ciò avvertire che l’approccio tradizionale all’interpretazione delle opere – letterarie, artistiche, musicali – dell’uomo si colloca agli antipodi rispetto all’approccio delle cosiddette scienze moderne: «la Verità è impersonale, autonoma, indipendente dagli uomini, […] essa è d’ordine sacro e divino ed […] è veramente la sola cosa che interessi attraverso la labilità delle vicende umane e cosmiche».

Se le scienze moderne – senza nulla togliere all’ambito loro riservato ma anche senza nulla attribuirvi in eccesso – non possono che limitarsi a ricercare le verità di ordine soggettivo, relativo e contingente, l’approccio tradizionale non può altro che tendere a ricercare la Verità oggettiva, assoluta e universale la quale, essendo essenzialmente una, si riflette in tutto il complesso cosmico-umano e, cioè, «nel mondo», in tutti i suoi «vari piani gerarchicamente disposti e unitariamente convergenti come la luce solare che, pur essendo unica, crea luminosità varie secondo gli oggetti, i luoghi in cui si riflette». È questo il metodo esegetico fatto proprio da Marco Rossi nel volume di prossima pubblicazione per Cinabro Edizioni dal titolo Volando intorno alla Tradizione. Lucio Battisti fra musica ed esoterismo, che propone una lettura tradizionalmente orientata della produzione musicale del famosissimo musicista di Poggio Bustone. L’autore non si è posto la perenne e ormai stucchevole domanda se Lucio Battisti fosse o meno ‘di destra’ o ‘di sinistra’, ‘fascista’ o ‘tradizionalista’, ‘socialista’ o ‘comunista’, ‘conservatore’ o ‘progressista’. No. Attraverso queste pagine l’autore intende offrire una innovativa guida di lettura dei testi e della musica, di tipo oggettivo e non meramente soggettivo: il lettore è così accompagnato in una decifrazione, profonda e stratigrafica, dei testi delle canzoni di Lucio Battisti, svelando – di velo in velo – i significati alti e altri che si nascondono dietro quelli più esterni ed esteriori e di cui è intrisa, a prescindere da una soggettiva e consapevole volontà di imprimerli, tutta la produzione musicale di Lucio e dei suoi autori, soprattutto nella sua collaborazione con Mogol. La Verità, intuita e trascritta, è lì e oggettivamente afferrabile solo da coloro i quali siano nelle condizioni di coglierla e interiorizzarla.

«O voi ch’avete li ’ntelletti sani, / mirate la dottrina che s’asconde / sotto ’l velame de li versi strani», scrive Dante nell’Inferno: come i testi della letteratura dei Fedeli d’Amore nei quali, dietro al melenso e sdolcinato significato apparente del Dolce Stilnovo si nasconde un significato ‘esoterico’ e profondo che solo un’attenta lettura disvelatrice permette di cogliere, così le ‘canzonette’ di Lucio Battisti, se colte nella loro essenza, appaiono all’improvviso poemi musicali capaci di veicolare principi e valori di ordine universale, spezzare gli angusti limiti dello spazio e del tempo, spalancare le porte verso dimensioni superiori, illuminare e dilatare l’animo umano, «Respirando brezze che dilagano su terre senza limiti e confini»…

Da queste pagine, Battisti – e con lui tutti coloro i quali hanno accompagnato il musicista nella sua troppo breve carriera proponendogli i testi da musicare – si svela per quello che forse neanche lui sapeva di essere: non un semplice musicista ma un artista che è riuscito, consapevolmente o meno non importa, a esprimere in musica echi di un mondo lontano ed eterno. È una sapienza perenne, a tratti misterica, quella evocata da Battisti che Marco Rossi ci aiuta a svelare, verso dopo verso, velo dopo velo, con quel metodo esegetico di tipo tradizionale appena ricordato ma che non esclude precisi e puntuali riferimenti al contesto storico, sociale e biografico di ciascuna canzone. Si tratta di una potente bussola per orientarsi tra le note e le canzoni, chiudere gli occhi e vedere quella luce che, ad occhi aperti, non si può scorgere, quel Sole che si nasconde dietro ogni sole: scoprire in profondità il significato luminoso della produzione musicale di Battisti, chiarire il contenuto ‘esoterico’ di quei brani attraversati dalla luce della Verità, cogliere i significati profondi di quelle canzoni divenute immortali per quello che solo apparentemente sono, scalare le vette dell’immensità e, così, condurre il lettore in un volo intorno alla Tradizione e, finalmente, vedere che «quasi sempre dietro la collina è il Sole».

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