Dalle vignette al ‘tubo’: PUBBLE ‘l’imbannabile’ avanza

da Paola Ceccantoni Pubble

Qualche mese fa titolammo la tua intervista “Ne ferisce più la matita che la spada” per sottolineare il tuo impegno di caustica illustratrice. Da un po’ abbiamo notato un aumento dei contenuti video. Dovremmo intitolare questa intervista a Pubble “il videomaking è l’arma più forte”?

Da un anno circa, Pubble ha scoperto una certa passione per il formato video. Mi sono resa conto di vivere in tempi talmente tanto complessi che purtroppo ci sono concetti che la vignetta di satira non sempre riesce a contenere. La vignetta resta la mia origine, ma avverto la necessità e l’esigenza di spiegare la complessità di alcuni pensieri. Le tematiche che stanno investendo la società in questo periodo sono molto serie, molto profonde, soprattutto quando parliamo di guerra. Per fornire completezza al mio pensiero, la satira rimane il mio piano comunicativo, a volte può essere foglio e matita, a volte scrittura e video. Sono anche storica e archeologa, oltre che vignettista, per cui do valore anche al titolo che ho conquistato col sudore della fronte, visto che in questo paese gli archeologi sono una categoria dimenticata…

Siamo in uno stato di emergenza totale permanente: virus, emergenza idrica,  emergenza climatica, eco ansia, il conflitto russo ucraino e quello arabo israeliano. Qual è l’antidoto per la bulimia informativa che dilaga ovunque?

Se proponessi antidoti sarei uno degli innumerevoli guru dell’informazione che, in tunica bianca, dispensano il verbo. Non si tratta solo dell”emergenza perenne” – magari fosse solo quella, si dovrebbero individuare gli standard con cui le propongono e rigettarle, invece la cosa è molto più subdola. Se fosse solo una questione di emergenze, non ci ritroveremo oggi con giornali che rigettavano l’etichettatura no-vax, compiere le stesse identiche azioni del “mainstream” che tanto criticavano nei confronti ad esempio delle piazze Pro-Palestina. La verità è che questo “politically correct” – non solo schwa, asterischi e arcobaleni, è anche comunicazione aggressiva a seconda delle linee da seguire dei governi, è un’arma che appartiene a tutti sinistra e destra, una sorta di potere dell’anello (per dirla alla Tolkien) che logora chi lo porta. Una via verso la guarigione c’è: smetterla con la  mentalità provinciale dell’italiano medio, dell’idolatria verso il leader politico di turno, prima capisci che “tanto so tutti uguali” (banale ma vero) e prima si riuscirà a riconoscere le contraddizioni senza procedere a negarle in nome di simpatie.

Ti abbiamo visto partecipare a molti eventi in presenza, spostando ed ampliando il tuo impegno dalla “piazza virtuale” a convegni, conferenze e simili: dove troveremo Pubble tra qualche mese?

In molte sedi. Sto cercando di definire meglio alcune conferenze, alcune sono slittate, altre purtroppo ho dovuto saltarle e adesso sono pronta a riprendere il filo delle presenze. Appena ci saranno le date e gli eventi, mi troverete ovunque qualcuno abbia il piacere di offrirmi un microfono per darmi voce.

Eroina del web, influencer, “rompipalle”, divulgatrice culturale, voce borgatara. Te ne hanno dette di tutti i colori ma, della tua passione per l’iconografia medievale, ci dici qualcosa?

L’iconografia medievale, gioie e dolori, un amore non corrisposto qui in Italia. La mia passione nasce in realtà non nasce per caso, ho sempre avuto le idee molto chiare sin da piccola, volevo fare l’archeologa, non c’era storia. Scopro a 16 anni una grande passione per il mondo greco in particolar modo per la ceramica a figure nere e rosse, mi iscrivo ad archeologia convinta che voglio fare quello […]

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