Pedalando nella terra degli arii

da Matteo Stella

Questo è il diario-reportage di una esperienza dell’anima, nell’antico Paese dei persiani. Un’esperienza vissuta chilometro dopo chilometro, giorno dopo giorno, che non ha la pretesa di essere un ‘guida turistica’ ma una testimonianza di vita, alla ricerca di sé.

(10 ottobre)

A luglio mi rompo il braccio scalando. Sessanta giorni fermo, niente allenamento, addio spedizione.

Sarei dovuto partire in Autunno con il mio compagno di cordata per la quarta spedizione extra europea. Dopo Alaska, Nepal e Pakistan saremmo tornati di nuovo in Himalaya. Occorre una progetto alternativo, nuovo, comunque avventuroso. Così, si accende un ‘fuoco’ nella testa: la Persia, la terra degli antichi Arii. Da fare in autostop, tour organizzato, in auto? No, in bici!

Non sono un ciclista, anzi, appartengo a quel popolo di automobilisti che si infastidiscono quando li incrociano per strada. Ma viaggiare in bici è respirare la strada, adesione al percorso, qualcuno direbbe un modo ‘sostenibile’ (termine gettonatissimo da inserire ovunque) per girare il mondo. Questo viaggio è un test per il futuro. Iran, vengo a fare un giro.

(20 ottobre)

Programma di viaggio flessibile, costi di spostamento contenuti, un ciclista solitario è apparentemente innocuo, vulnerabile, simpatico. Gli aspetti positivi sono sufficienti. 

Aspetti negativi? Una montagna di pregiudizi, una serie di variabili mai affrontate: lingua, appoggi, referenti locali, cosa fare in caso di infortunio? Se rompo un pezzo della bici, come lo aggiusto? Percorso, tabella di marcia, clima. Quanti chilometri posso pedalare in un giorno? Come si organizzano i bagagli su una bicicletta? Se mi dovessi perdere e la popolazione locale si dimostrasse ostile? Tutti dubbi che, in realtà, rendono il progetto di viaggio più eccitante e misterioso ma a cui non ho mai dato una risposta.

(5 novembre)

Di indole molto metodico, per mia inclinazione personale cerco di organizzare e calcolare tutto, cercando di eliminare ogni margine di rischio, specie quando viaggio da solo. Visto che questo mio aspetto non è sempre una virtù, ho deciso di non stabilire tappe fisse. Punto di partenza: Teheran. Una destinazione: Shiraz nei pressi di Persepoli, antica capitale dell’impero persiano. Tutto ciò che è in mezzo sarà una scoperta, avventura e solitudine tra sterminate pianure desertiche. Atterrato all’aeroporto Imam Khomeini della capitale, ritiro la mia bici miracolosamente illesa, nonostante il packaging creativo. Hotel in centro come punto logistico per mollare i bagagli che riprenderò al ritorno e per montare la bici. Un europeo che si presenta in bici in Iran per un tour in solitaria, di certo, non passa inosservato tra gli sguardi incuriositi ma sorridenti della gente di Teheran. 

L’indomani parto di buon ora. Quasi tre ore solo per uscire dalla città. Il traffico è incredibile, quello di Roma a confronto sembra una sorta di domenica ecologica a Voghera: sono nella mischia, agoghè dell’asfalto. 

Uscito dalla città, attraverso un paesaggio che mi accompagnerà per tutto il viaggio: il Deserto. Mi accompagnerà per tutto il resto della vita […]

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