manuale di sopravvivenza ai ‘trinariciuti’ del terzo millennio

da Alessio Di Mauro

In un mondo così torbido, da tinte oscure e riflessi invertiti, che significato assume un giornale che si chiama ‘Candido’?
Riferendosi al Candido di Voltaire – cui il fondatore Guareschi si ispirò per il nome alla testata -, Flaubert parlava di quel tipico «digrignar di denti» che fa da sfondo alla satira. Ebbene, il senso del Candido è tutto lì: in quel digrignar di denti. Ossia, sta nella necessità urgente, quasi fisica, di reagire alle prevaricazioni del potere dominante, ma più in generale alle disgrazie connesse alla miseria umana, attraverso un moto che si colloca a metà fra il sarcasmo feroce e la denuncia amara. Ridere per non piangere, insomma, di fronte ai mali del tempo che oggi sembrano talmente gravi da mettere a dura prova la tenuta della nostra civiltà in toto. La  formula, dunque, è quella di sempre: mescolare tragedia e commedia per non abbandonarsi al nichilismo puro. Coltivando la speranza di un riscatto dei giusti e del buon senso comune.  Del resto, anche il Candido di Voltaire e i suoi amici – dopo aver attraversato tragedie e cataclismi di ogni tipo, sullo sfondo della guerra tra prussiani e francesi – sono gli unici che alla fine sopravvivono. Certo, loro non avevano dovuto fare i conti con il ‘politicamente corretto’ e i dogmi del gender e della cancel culture, ma con un po’ di fortuna, forse, possiamo farcela anche noi. 

Come fumettista satirico, negli anni dei governi Conte prima e Draghi poi, tra Di Maio e Von der Leyen, tutti questi lontani dal tuo mondo ideale, hai disegnato memorabili vignette, sagaci e inappellabili. Ora, con il governo a ‘destra’, come si fa la satira? Crisi di identità o non si fanno sconti a nessuno?

Nessuna crisi: il tratto distintivo della satira ‘non allineata’ – da Maccari a Longanesi, al nostro Giovannino Guareschi – è sempre stato il coraggio di non fare sconti e di colpire anche il proprio ambiente politico-culturale di riferimento del quale si conoscono meglio vizi, contraddizioni e virtù. La satira organica non è nel nostro DNA, insomma. E i risultati, devo dire, puntualmente arrivano: avete visto – tranne rarissime eccezioni – contenuti satirici sui principali quotidiani di Destra? Poi c’è anche il solito discorso da fare che dovrebbe indurci a una riflessione profonda: è vero che la Destra è al potere, ma il cosiddetto mainstream continua ostinatamente a stare dall’altra parte. Con buona pace di chi parla di occupazione manu militari da parte della Meloni…

In un mondo che fagocita e inibisce ogni spinta all’approfondimento, quello dei contenuti social di pochi secondi, banali e mainstream, come si persegue un progetto di stampa cartacea, seria e pensata, sebbene sempre sferzante?Con tutte le difficoltà di chi, come noi, si è trovato nel pieno di uno tsunami che sta cambiando in modo radicale tutti i nostri sistemi di riferimento: con l’avvento dei social il giornalismo ormai non esiste più. Esiste solo un flusso continuo e martellante di iper-comunicazione in cui i generi si accavallano, si confondono fino a dissolversi e il caos e la superficialità regnano sovrani. Non resta che sfruttare le possibilità legate alla ‘viralità’ che il meccanismo offre per intercettare lettori interessati a una proposta più ragionata […]

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