Cari uomini, non siete (tutti) colpevoli

da Chiara Soldani

Attaccati, zittiti, umiliati: cari uomini, non siete (tutti) colpevoli! Premessa doverosa e, soprattutto, non scontata. Perché, oggi, la sensibilità collettiva e la giuria popolare di social, “giornaloni” e salotti sapienti hanno decretato la loro perentoria sentenza: “Tutti gli uomini sono colpevoli”. Tutti, eh?! Mica “solo” gli effettivi assassini. Tutti, proprio tutti: anche i bravi ragazzi, i bravi papà. E i nonni amorevoli? Colpevoli anche loro, che domande! Vuoi vedere che un nonno, cresciuto magari in quel periodo storico oramai innominabile, non risenta di un qualche “rigurgito patriarcale”?

Ne risente, ne risente…di sicuro avrà picchiato la moglie (tua nonna) e segregato come un pazzo aguzzino la figlia (tua mamma) in qualche angusto sgabuzzino: lo avrà fatto, lo avrà fatto. Loro (i giudici popolari) non sanno nulla ma sentenziano su tutto. Generalizzano giungendo così a sentenze bugiarde, fallaci. Banalizzano i discorsi più profondi, staccano e appiccicano ovunque quelle ingannevoli etichette chiamate bias cognitivi (arrivando così a conclusioni pressapochiste). È chiaro: così non va bene. Non va bene perché non solo non si risolve neppure vagamente il problema (quello della violenza contro le donne, in questo caso) ma si alimenta quella insopportabile e pericolosissima “guerra contro l’uomo”. Guerra feroce e folle dalla quale, chi vi scrive, si dissocia totalmente.

LA FIGURA PIU’ DISCRIMINATA

No, non è la donna. E no, non è il (non sempre) gentil sesso. La figura più discriminata è proprio quella dell’uomo. Come l’agognato bersaglio, l’uomo oggi si vede conficcare tante, appuntite freccette. È attaccato nelle vesti professionali (perché l’uomo è “sempre privilegiato”), è contestato nei panni di fidanzato /marito (perché, se le cose vanno male, il colpevole di certo sarà lui). Inoltre, l’uomo è attaccato nel suo ruolo genitoriale: il bambino/ragazzo è aggressivo? Beh, la responsabilità è del padre (perché, i meriti, se li è presi tutti “mammà”). Negli ultimi anni, opinione pubblica e certa politica non hanno fatto altro che delegittimare e indebolire la figura dell’uomo: “Di sicuro è un bugiardo, violento…insomma, di sicuro è uno str*nzo!”. Vogliono farci credere che sia “inutile” persino nella procreazione: “Tanto un figlio, se voglio, posso farlo da sola”. Certo, come no?! Di sicuro ci sarà lo zampino della cicogna che, per fortuna, è pure femmina: quindi, cari uomini, potete pure estinguervi. Teorie che non possono essere neppure definite tali. Perché la teoria deve essere supportata, mentre le bazzecole (come quella di cui sopra), devono essere sopportate (anche se, secondo noi, dovrebbero semplicemente essere demolite). Insomma, specie negli ultimi anni, la donna ha impugnato sempre più fermamente il coltello dalla parte del manico: ruoli professionali e istituzionali di prestigio (che, se meritati, sono certo un’ottima cosa), voci in capitolo pervasive nella sfera familiare e nella stessa, diretta vita del fidanzato/marito: “Se non fai come dico io, pianto un casino!”. È dunque così debole la donna? No. In linea di massima non è più così. Vi sono eccezioni, certo, come in ogni aspetto della vita. Ed il famigerato patriarcato albergherà ancora ma solo in sacche minoritarie (tipiche di ambienti arretrati e scarsissimamente istruiti), oltre che in subculture importate ma difese a spada tratta in nome dell’intoccabile “integrazione”. Ma di sacche minoritarie trattasi. Di contro, nella stragrande maggioranza dei casi, ci troviamo di fronte a donne virilizzate e uomini addomesticati. Anzi, peggio: zittiti (hanno pure il coraggio di parlare?), incriminati (“l’assassino è sempre uomo”) ed umiliati (“adesso fai come dico io”). Cari uomini, non siete affatto (tutti) colpevoli. Ma diverrete complici, se non vi libererete dalle grinfie velenose di chi vi odia tanto.

UN VERO PERICOLO: LA DONNA MANTIDE

Quando si parla di violenza, si pensa a quella fisica. E quindi, a chi si risale? All’uomo, ovviamente. Perché (secondo loro) solo gli uomini alzano le mani, tirano pugni ed ingenerano lividi. Balle! Balle colossali…

“Padova, uccise il fidanzato con una coltellata al cuore: chiesto l’ergastolo per Valentina Boscaro. Secondo l’accusa avrebbe agito ‘con freddezza e crudeltà’”. Il povero Mattia Caruso, ucciso la sera del 25 settembre 2022, avrebbe potuto smontare una di queste “balle colossali”. Di quelle che vedono l’uomo sempre carnefice, sempre colpevole. Però l’assassino è donna, quindi tutto sommato possiamo evitare di parlarne. Sentito mai discutere della “donna mantide”? Rifacendosi alla figura della mantide religiosa, nella sua versione umana ci si riferisce a colei che annienta l’uomo cui è in relazione.“La vera mantide religiosa non desidera il benessere del partner, non contribuisce ad elevarlo bensì, desidera ardentemente perseguire i propri scopi. Vuole fare di lui una marionetta…l’annientamento è lento ma serrato, inevitabile: come una vedova nera, la donna mantide tesserà una tela attorno al capo del compagno, invisibile. In grado di strozzare la sua anima in un grido sordo che più nessuno sentirà, tranne lui”. La donna mantide è un vero pericolo, specie per chi vi si imbatte in relazione. Divora, metaforicamente, la testa del maschio. Divora, meno metaforicamente, patrimonio e serenità. Anche stavolta, occhio ai segnali: aggressività e prevaricazione sono tratti preponderanti. La donna mantide altro non vuole se non ottenere ciò cui ambisce, indossando i panni di antico maschio (cui vuole sostituirsi).

IL CASO CECCHETTIN

Vicenda straziante data in pasto agli sciacalli (anzi, sciacalle). Non ci sarà mai dato sapere se la povera Giulia sarebbe stata “felice” dei teatrini mediatici, degli slogan politici e manifesti femministi postumi alla sua dipartita. Intanto, ci tocca riavvolgere il nastro, per riprendere una fra le più colossali “balle colossali”: “Tutti gli uomini sono colpevoli”. Ce lo dice, fra le tante, la direttrice della biblioteca italiana delle donne e co-fondatrice della casa delle donne di Bologna. Anna Pramstrahl sostiene che “La gerarchia di potere che vede l’uomo superiore alla donna e in grado di esercitare il potere su di lei è inconsciamente insita dentro tutti gli uomini, fin dall’infanzia”. Secondo la Pramstrahl, infatti, il “femminicidio viene giustificato dal modello culturale dentro al quale gli uomini vivono”. Quindi, cari uomini, qualora non vi fosse ancora chiaro, voi “Siete tutti Filippo Turetta”. Colpevoli, seppur totalmente innocenti. Appare poi tale Fulminacci (all’anagrafe Filippo Uttinacci). Risulta essere un cantante (pardon, cantautore!). In un’intervista rilasciata a Vanity Fair, parla di “felicità da ritrovare nella quotidianità” (fino a qui, tutto bene) e di “non dare per scontate le cose belle e la bellezza nelle cose semplici” (e anche fino a qui, tutto molto bene). Peccato che il nostro nuovo amico, Fulminacci appunto, attacchi il comizio: “Tutti noi uomini siamo colpevoli, liberiamoci dal maschilismo!”. Perché, a suo dire “basta una battuta per portare avanti una cultura maschilista. Io sono maschio, etero e bianco. Sono un privilegiato…”. Ecco, ci risiamo: il catcalling, i discorsi da spogliatoio. Poveri uomini, neppure un complimento potete più fare! Non vi resta che parlare di cremine antirughe e smalti fluo, come Fedez insegna (Fulminacci e Pramstrahl approveranno sicuramente).

UOMO ALFA, NON SEI UNO STR*NZO

Caro uomo alfa, meno male che ci sei! Lo sai, no? Tutti ti dipingono come arrogante, cinico, prevaricatore. Ma tu, in realtà, sei “solo” un uomo di alto valore. Vieni identificato con la prima lettera dell’alfabeto greco: bello, no? Eppure, oggi, sai come ti chiamano? Un “lurido str*nzo”! Ma il problema, tranquillo, non sei tu. Il problema (anzi, i problemi) ce li hanno quelle che ti definiscono così. Che non sopportano il tuo impegno, il tuo non omologarti agli altri, il tuo essere tutto quello che sei, insomma. L’interpretazione (erronea) che danno di te ci riporta ad un grande spauracchio tanto in voga ultimamente: “virilità violenta, patriarcale e tossica”. Uomo alfa, fatti un favore: ignora queste “balle colossali”. Migliora, se tu vuoi. Ma resta sempre come sei.

SEMMAI IL PROBLEMA È…

Semmai il problema è l’uomo omega. Ultimo, come la lettera sempre dell’alfabeto greco che lo rappresenta: fanalino di coda, senza valori, vuoto. Questo sì che è pericoloso! Questo sì che può essere un killer: un insoddisfatto della vita, amico del buio e delle tenebre. Un invidioso che, non potendo brillare di luce propria, intende spegnere quella altrui. C’è anche l’uomo beta a fargli compagnia: stavolta, un uomo debole, sottomesso, fortemente dipendente da una donna dispotica e “cattiva”. Ma l’alfabeto continua. Così troviamo anche l’uomo delta: che è un uomo qualunque, spesso insoddisfatto e incapace di affermare sé stesso. Di frequente, colpito da un trauma che lo ha fatto cambiare: non verso l’alto, rialzandosi. Ma verso il basso, sottomettendosi. Il problema, allora,non è affatto il sedicente patriarcato. I problemi sono la debolezza di spirito e l’annullamento dei valori: tratti tipici della società in cui viviamo. L’assassino è quindi figlio sano ma del mondo moderno, però.

ALTRO CHE EDUCAZIONE GENDER!

“Educhiamo i ragazzi all’affettività”, tuonano da quel maledetto 18 novembre (giorno del ritrovamento del corpo di Giulia). Un modo come un altro per fare una doppia operazione: la prima, delegando alla scuola un compito che, in gran parte, deve essere assolto dai genitori e la seconda, propinando qualche lezioncina gender in salsa Zan. Un bambino, una bambina ed un ragazzo, una ragazza devono arrivare a scuola “già educati”. Devono già sapere che il rispetto sia imprescindibile e la dignità, non negoziabile. I ragazzi, oggi, devono avere idee chiare e valori lucidi, sogni brillanti. I ragazzi devono sapere che uomo e donna siano diversi e per questo complementari. I ragazzi, insomma, devono essere educati prima ancora che istruiti (dalla scuola).

Un esempio meraviglioso di maschile e femminile che si integrano, completano e arricchiscono, ci arriva direttamente dal Giappone. Sì, proprio da quel Paese che in maniera troppo grossolana viene definito “feroce e patriarcale”. I film targati Studio Ghibli e firmati dalle matite magiche del maestro Hayao Miyazaki, sono capolavori. Opere che si dovrebbero portare nelle scuole (in barba a gender fluid e Lgbt). Nei film di Miyazaki il ruolo maschile non salva ma aiuta e valorizza il femminile in maniera poetica, romantica e decisiva. Così, troviamo Haku che difende Chihiro ne “La città incantata”, mentre il simpatico e pertinace Tombo, supporta ed aiuta la piccola protagonista in “Kiki-consegne a domicilio”. Infine, troviamo il meraviglioso Jiro Horikoshi (impossibile non innamorarsene!) che protegge con amorevoli cure la buona e dolce Nahoko (che scompare prematuramente causa tubercolosi): tutto questo e molto altro in “Si alza il vento”. Tante le pellicole, una più emozionante dell’altra,ed un unico potente messaggio: solo l’amore, quello buono e sano, può “salvarci” la vita.

ABBIAMO BISOGNO DI VOI

Cari uomini, le prime vittime oggi siete voi. È vero, vi danno dei “colpevoli e assassini” ma voi potete (anzi, dovete) ribellarvi. Non essendo “meno uomini”. Piuttosto, essendolo di più. Senza far gravare il peso del mondo sulle vostre sole spalle, senza pensare che il vostro “sentire” sia meno importante da accogliere e ascoltare. Cari uomini, abbiamo ancora bisogno di voi. E non perché ci manchi qualcosa. Abbiamo bisogno di voi perché c’è ancora chi sa apprezzarvi. Perché c’è ancora chi vi sa e vuole amare.

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