NON ESSERE IL PRODOTTO DEL BLACK FRIDAY

da Il Dispaccio


Ce l’hai un account prime su Amazon? Ah, no? Beh, una sorella, un amico che possa prestartelo lo trovi? Certo che dovresti procurartene uno, mica sarai pazzo?! Mica ti lascerai sfuggire le prossime occasioni?! Mica arriverai al prossimo Black Friday senza la chiave d’accesso al paradiso delle offerte?! Mica ignorerai le incredibili opportunità di prezzi imbattibili per prodotti sottocosto… Ci siamo, ormai: novembre è il mese dei grandi acquisti e poi, dopo solo qualche giorno, c’è il Cyber Monday! No, non dirmi che hai già tutto e che non ti serve niente: lo sappiamo entrambi che ti basterà scrollare rapidamente la lista di prodotti tech in offerta per accorgerti che, incredibilmente, fino ad oggi hai campato senza quell’aggeggio che ormai hanno tutti. Dunque, preparati! L’ennesimo battito della tua vita sta per essere scandito, da qui a pochi giorni dalle nuove esaltanti avventure commerciali!

Tolta questa malcelata ironia – perché spesso è proprio l’ironia che smaschera inesorabilmente tutte le nostre debolezze – sgomberiamo il campo da ogni incomprensione: qui nessuno critica la tecnologia in sé, in un mondo sempre più ‘connesso’, né gli acquisti in offerta, che talvolta sono vere e proprie occasioni per sottrarsi alla cd. obsolescenza programmata, ossia quella viscida pratica delle Big Tech – le grandi compagnie del settore tecnologico – che sono già in grado di realizzare prodotti avanzati, ma rilasciano versioni meno performanti per fartene comprare sempre di più: in realtà Apple potrebbe già fornirti l’iPhone 20, ma intanto ecco a te il 12, poi dopo qualche mese il 13, poi ancora il 14… fino a che non hai pagato tutto quel che potevi pagare.

Il vero Dispaccio questa volta, quindi, non verte su una sterile critica al commercio e al consumo. Tutt’altro: qui il punto sei tu, siamo noi. Come approcciamo il mondo commerciale? Quanto siamo liberi nell’acquisto? Siamo veramente lucidi e consapevoli quando tiriamo fuori il contante o la carta per comprare quell’aggeggio? Oppure ci hanno convinto le pubblicità assordanti, le mode scintillanti, le amicizie ben più fornite di noi? Non c’è nulla di male a dirsi «sì, avevo proprio bisogno di quegli auricolari wireless» così come «adesso, con questo orologio digitale posso allenarmi con maggiori informazioni e lavorare senza distrazioni». Tutto legittimo. Basta che sia vero. Basta che sia proprio così. Perché se invece, dietro queste risposte, ci sono false giustificazioni e improbabili difese dei propri acquisti impulsivi, allora è il caso che ti svegli, che ci svegliamo. Che non ci prendiamo per il culo. Che riconosciamo – soprattutto a noi stessi, con un sano esame interiore o nel confronto con qualche fratello – che quell’orologio non ci serviva, ma rende il nostro polso più fico quando siamo in giro e che quelle cuffiette sono solo un accessorio di moda, spesso le teniamo anche spente nell’orecchio, per darci un tono.
Dunque, il punto è tutto qui, ancora una volta, come sempre: la nostra vera e sincera intenzione quando ‘approfittiamo delle ultime offerte’. È il nostro io, tronfio ed eccitato, che striscia la carta – e allora siamo noi il vero ‘prodotto’ di questo perverso gioco consumista –oppure siamo coscienti e sereni adesso che procediamo all’acquisto. Nessuno ci ha obbligato, nessuno ci ha fregato. Siamo liberi e leggeri nella scelta del prodotto. E sempre pronti, quando servirà, quando dovremo raddrizzarci, a fare a meno di tutto, a rinunciare al superfluo, per risvegliare l’essenziale.

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